Destrosio: Cos’è, A cosa serve, Come si Assume

Destrosio: Cos’è, A cosa serve, Come si Assume

Oggi parliamo di destrosio, un tipo di zucchero che si utilizza di solito negli allenamenti per ottenere energia in modo facile e veloce 

In contrapposizione alle tendenze nutrizionali semplicistiche e parziali che abbondano sui social network e nei mezzi di comunicazione, molto radicate nella nostra società, no, gli zuccheri non sono la causa di tutti i mali che affligono la popolazione.

E non sono nemmeno la causa delle malattie cardiometaboliche, e neanche del diabete, che è una malattia che si sviluppa a causa dell’obesità viscerale, e non a causa dei carboidrati.

Zucchero e carboidrati responsabili dell’obesità?

L’obesità causa un enorme accumulo di trigliceridi negli adipociti, che conduce ad un aumento della lipolisi e quindi a un maggior rilascio di acidi grassi liberi nel sangue.

Questi acidi grassi liberi entrano nelle cellule attraverso le proteine delle membrane che trasportano gli acidi grassi, che scatenano una reazione di lipotossicità quando vengono imagazzinati in luoghi non idonei all’imagazzinamento di acidi grassi (come epatociti, miociti o cardiomiociti).

Questo processo porta all’inibizione della fosforilazione del recettore dell’insulina nei residui di tirosina (IRS1), diminuendo la traslocazione di GLUTs (trasportatori del glucosio) alle membrane delle cellule, impedendo alle molecole di glucosio che circolano nel sangue di entrare nel cellule, di conseguenza rimangono li. 

Questo induce ad una iperattività del pancreas per iperproduzione di insulina che mette in atto con lo scopo di sequestrare quel glucosio, ma quando non ci riesce si genera glucotossicità.

In tal modo che, grazie alla perdita di sensibilità all’azione dell’insulina negli adipociti, l’inibizione della lipolisi si riduce in modo cronico, portando ad un maggior rilascio di acidi grassi liberi nel sangue, accumulati nei tessuti ectopici, provocando infiammazione, tossicità, danni vascolari e nervosi. E così chiudiamo il cerchio.  

figura 1

Figura I. Meccanismi molecolari attraverso i quali l’accumulo di acidi grassi nelle cellule non adipose influisce negativamente sul metabolismo del glucosio (Snel et al., 2012).

Il nemico non è lo zucchero; ma è l’ “overfeeding” o sovralimentazione; questo spiega perché possiamo osservare grafici con questa tendenza:

figura 2 obesità

Figura II. Consumo di zucchero e prevalenza dell’obesità negli Stati Uniti tra il 1980 e il 2013  (Guyenet, 2015).

Nonostante il consumo di zuccheri sia in calo dalla metà degli anni ’90, l’obesità continua a crescere linearmente.

È come una pandemia che si diffonde aumentando i casi di incidenti derivanti da disfunzioni endoteliali (cardio-cerebrovascolari), e aumentando significativamente la morbilità e la mortalità di una persona obesa.

Mangiare carboidrati non fa ingrassare

Faccio sempre lo stesso esempio:

Quanta gente conosci che è obesa perché mangia frutta?

La frutta è composta unicamente (salvo eccezioni) da carboidrati, la maggior parte zuccheri.

Invece,

Conosci genete obesa a causa di un consumo continuo di pizza e gelati?

Questo perché la densità energetica di questi prodotti è molto alta, che unitamente alla iper-palatabilità porta ad un overfeeding cronico che produce un eccesso calorico continuo e un aumento delle quantità di acidi grassi nell’organismo.

Ma non cadiamo nell’errore, il fatto che gli alimenti processati incidano in questi processi non significa che siano l’unica causa; tutti conosciamo qualcuno che si abbuffa di pistacchi, sedentario+inattivo… E anche lui soffre di obesità .

Carboidrati alleati degli sportivi

Questa piccola introduzione serve come breve chiarimento per evitare i commenti radicali che chiedono la mia testa su un piatto d’argento per non aver detto che lo zucchero è cattivo; mi dispiace, ma la realtà non è così semplice.

Quello che sappiamo è che i carboidrati sono la chiave energetica per gli sportivi, dato che rappresetano il nutriente principale che si utilizza durante l’esercizio fisico.

Con l’aumentare dell’intensità dell’esercizio, aumenta anche la percentuale di energia che si ottiene a partire dalla glicolisi. Ciò è dovuto al fatto che all’aumentare del quoziente respiratorio (il rapporto tra le mole di CO2 prodotte e le mole di O2 consumate).

Più ossigeno richiede l’organismo più preferenza mostrerà verso i nutrienti con più densità di molecole di ossigeno, vale a dire, il glucosio.

So che molti staranno pensando che è preferibile scegliere polisaccardi rispetto agli zuccheri, come l’amido (i conosciuti come carboidrati complessi). In generale, questa può rappresentare una strategia valida.

Ma non funziona quando:

  • Vuoi un apporto di glucosio veloce al flusso sanguigno per:
    • Averlo a disposizione come substrato energetico.
    • Beneficiarti dell’aumento dell’attività de glicogeno sintasi
  • Sei uno sportivo con alte richieste a livello energetico (perché si tratta di un’attività molto pesante, come per esempio strongman; o perché implica un importante consumo energetico, come ad esempio un triatleta); dato che il consumo del fabbisogno energetico di carboidrati complessi potrebbe provocare problemi con il transito della massa fecale per eccesso di fibre.
Per concludere, amici non dimentichiamo che il glucosio arriva al sangue, e anche se consumi i carboidrati più complessi dell’universo, cambierà solo la velocità con cui arrivano al sangue.

Cos’è il destrosio?

Il destrosio è glucosio. 

Sono sinonimi: “destrosio” sè il termine che di solito viene impiegato dall’industria alimentare. È un esosio (perché la sua molecola è formata da 6 atomi di carbonio) con la principale differenza che il glucosio normalmente presenta una catena chiusa di idrocarburi (ciclica) mentre il destrosio ha una struttura aperta (aciclica).

figura 3 struttura chimica destrosio

Figura III. Struttura chimica in due dimensioni di una molecola di D-Glucosio (Destrosio) in forma aciclica (sinistra) e ciclica (destra). 

Come si ottiene?

Il destrosio si ottiene, allo stesso modo che il glucosio (da non confedere con il saccarosio, lo zucchero da tavola), a partire dall’idrolisi dell’amido delle fonti vegetali.

Tra queste fonti, normalmente del mais, l’amido non è altro che un polimero del glucosio, formato da 200000 unità di glucosio. Semplicemente si depolimerizza fino ad estrarre monomeri di glucosio.

Come si distribuisce nell’organismo?

Digestione

I carboidrati che subiscono lo stesso processo digestivo, indipendentemente dalla complessità che presentano. Tuttavia, gli enzimi che agiscono su di essi differiscono in funzione della polimerizzazione.

Utilizziamo questa immagine estratta da Boron & Boulpaep (2009) per spiegarlo.

figura 4 carboidrati

Figura IV. Processo completo di digestione e assorbimento dei carboidrati nell’organismo umano. (A) digestione dell’amido nel lume (B) digestione degli oligosaccaridi nell’orletto a spazzola (C) asorbimento dei monosaccardi a livello dell’enterocita. (Boron & Boulpaep, 2009).

Inizamo con l’immagine A:

  1. Se consumiamo riso,pasta, avena, patate… Stiamo consumado carboidrati provenienti dall’amido.
  2. Questo inizia il processo di digestione già nella bocca, dove per mezzo della masticazione, l’enzima α-amilasi inizia a degradare le catene di amilopectine e amilosio
  3. Una volta arrivato all’intestino, l’enizma stesso, questa volta secreto dal pancreas, continua a scomporre le catene di glucosio in dimeri (maltosio), trimeri (maltotriosio) e polimeri (destrine limite).
  4. E così otteniamo piccoli oligosaccardi.

Siamo ancora nell’intestino, non ci siamo mossi…

Passiamo all’immagine B:

  1. Gli enizmi prodotti dall’orletto a spazzola degradano gli oligosaccardi convertendoli in monosaccardi.
  2. Se hai consumato alimenti con lattosio (latte), saccarosio (zucchero da tavola), maltosio (uva) o maltotriosio (legumi), la tua digestione inizia qui.
  3. Una volta rilasciati i monosaccardi che formavano inzialmente l’amido, quest’utilmi vengono assorbiti nell’intestino, per arrivare al sangue dove ci serviranno come substrato energetico.
  4. Non ci sono prove sul fatto che possano essere assorbiti intatti, a meno che non si tratti di monosaccardi.
Se consumi destrosio, puoi saltare tutti i passaggi di cui abbiamo parlato in precedenza (senza necessità di idrolisi degli enzimi) e risparmiarti tutti i disturbi associati, specialmente se stai realizzando esercizio fisico.

Assorbimento

L’assorbimento di carboidrati nell’intestino si verifica quando questi si trovano nella forma di unità monomeriche (monosaccaridi). 

figura 5

Figura V. Assorbimento dei monosaccardi negli enterociti. Il processo di trasporto dal lume dell’intestino tenue alla circolazione sanguigna attraverso la membrana apicale e basolaterale.  

Il glucosio e il galattosio condividono il trasporatore (SGLT1), un trasportatore che prende due molecole di sodio e una di glucosio e le introduce nell’enterocita, vale a dire, li estrae dal lume intestinale.

Questo si verifica perché in precedenza la pompa di sodio-potassio-ATPasi ha agito prendendo il sodio fuori dalla cellula nel lato contrario, vale a dire verso il sangue.

Perché mettendo sodio a iosa senza controllare la concetrazione, inizierebbe a scatenarsi un processo osmotico per il quale si consente il passaggio dell’acqua nell’enterocita fino a che la cellula scoppia letteralmente.

Che succede con il fruttosio?

Il fruttosio, utilizza un trasporatore attivo unico (GLUT5) per arrivare allo stesso punto che il glucosio e il galattosio. Una volta nella cellula tutti i monosaccardi entrano nel sangue atttraverso i trasportatori di glucosio di tipo 2 (GLUT2).

Il trucco? Facile, guarda:

figura 6 consumo

Figura VI. Raccomandazioni sul consumo di carbidrati durante l’esercizio fisico, in funzione della durata, quantità di carboidrati richiesta, la raccomandazione sul tipo di carboidrati e raccomandazioni aggiuntive  (Jeukendrup, 2014).

Vedi che per il consumo di 90g/ora si raccomanda di utilizzare SOLO carboidrati che usano diversi trasportatori? Ciò si deve al fatto che i trasportatori SGLT1 si saturano con una tasso di 0.83g di glucosio / minuto (Jeukendrup, 2004),quindi in realtà consumare più di 90g di glucosio non ha senso perché non verrà assorbito. 

Continuerà il suo viaggio verso il colon dove viene fermentato, provocando meterosimo e disturbi gastrointestinali.

Combinare Destrosio e Fruttosio

Tuttavia, la combinazione di glucosio e fruttosio, dato utilizza i trasporatori SGLT1 e GLUT5, permette il consumo fino a 1.26g / minuto senza provocare la saturazione degli stessi. 

La raccomandazione di 90 g / h (1.5g/min) si basa su un’osservazione aneddotica di un altro studio. Si ipotizza che la spiegazione di ciò sia l’attivazione dei recettori del gusto dolce (T1R2 e T1R3) che producono una segnalazione mediata dal complesso Ca+/CM su un peptide simile al glucagone tipo 2 (GLP2) che forza la traslocazione di GLUT2 dalla membrana basolaterale alla membrana apicale; ma questo lo lasciamo per un altro giorno.

figura 7

Figura VII. Meccanismo molecolare di traslocazione di GLUT2 alla membrana apicale per attivazione dei recettori T1R2 e T1R3 dopo la saturazione di SGLT1. (Smith et al., 2018).

Il fruttosio va bene, soprattutto per rinfornire il glicogeno epatico, ma non per il tessuto muscolare, dato che è povero di trasporatori affini al fruttosio.

Il destrosio (glucosio), invece accede rapidamente ai miociti grazie alal fosforilazione di IRS-1/PI3K/AKT, che regola l’attività di AS160 e Rab-GTP portando ad una maggiore traslocazione di GLUT4 alle membrane cellulari, permettendo il passaggio all’interno.

figura 8

Figura VIII. Meccanismo molecolare di traslocazione dei trasporatori di glucosio (GLUT4) nel tessuto muscolare dopo la fosforilazione di IRS-1.

Una volta all’interno delle cellule, il glucosio subisce un processo di degradazione conosciuto come glicolisi, che lo trasforma in piruvato.

Questo, per l’azione del piruvato deidrogenasi (PDHc) si trasforma in Acetil-CoA, che entra nel ciclo degli acidi tricarbossilici, e si trasforma in 3 NADH+, 2 FADH2 e 2 GTP; che insieme ai NAHD+ e gli ATPs prodotti nella glicolisi e nella deidrogenasi del piruvato danno 36 molecole di ATP.

Ma lasciamo la spiegazione più dettagliata per un altro post…

Vuoi sapere quanti carboidrati bisogna assumere durante l’esercizio fisico? Fai click  qui.

Perché dovresti assumere destrosio?

Forse avete già abbandonato questo articolo pensando “mamma mia che pippone…”, ma se siete ancora qui sono sicuro che starete pensando “dimmi per favore come si applica tutto questo nella pratica”.

Bene, il destrosio risulta essere una fonte superiore rispetto alle altri fonti di carboidrati proprio per la sua semplicità.

Il fatto che si a un monomero del glucosio fa sì che non richieda un processo di degradazione (idrolisi) nel passaggio all’intestino; permettendo di arrivare rapidamente, senza provocare disturbi gastrointestinali, un sintomo tipico derivato dal consumo di carboidrati durante l’esercizio fisico dove si produce una ridistribuzione del flusso sanguingo al tessuto muscolo scheletrico, che è quello che viene richiesto.

figura 9 sangue

Figura IX. Ridistribuzione del sangue a riposo (azzurro) e con esercizio fisico (rosa). Adattato da Dahl et al. (2003).

Il trasporto di destrosio è immediato via SGLT1, arriva al sangue e si dirige alle cellule muscolari, dove può essere impiegato come substrato per:

  • Produrre energia;
  • Imagazzinare glicogeno, attraverso un processo per cui la glicogenina si autoglicosila (proteina che agisce come nucleo del glicogeno) e l’attività del glicogeno sintetasi che aggiunge ramificazioni.

metabolismo glicogeno

Figura X. Redistribuzione del sangue a riposo (azzurro) e con l’esercizio fisico intenso (rosa). Adattato da Dahl et al. (2003).

Il destrosio arriva a grandi quantità di glucosio nel sangue velocemente, destinato al nutrimento muscolare, senza disturbi gastrointestinali singificativi.

Come assumere Destrosio?

Di seguito un protocollo “modello” di uso del destrosio intra-allenamento.

Anche se è difficile stabilire un uso standard del destrosio, il protocollo d’uso”base”come intra-allenamento, sarebbe il seguente:

50g destrosio + 460mg di sodio in 510-850ml d’acqua per ora di esercizio fisico ad alta intensità .

Fonti Bibliografiche

  1. Boron, W., Boulpaep, E. (Eds.) (2009) Medical physiology: a cellular and molecular approach Philadelphia, PA: Saunders/Elsevier.
  2. Dahl, H. A, Rodahl, K., Stromme, S. B, & Åstrand, P. (2003). Textbook of work physiology: physiological bases of exercise. 4th ed. Champaign (Ill.): Human kinetics.
  3. Guyenet, S. (2015). Carbohydrate, Sugar, and Obesity in America.
  4. Jeukendrup, A. (2014). A step towards personalized sports nutrition: carbohydrate intake during exercise. Sports Medicine (Auckland, N.Z.), 44 Suppl 1(Suppl 1), S25-33.
  5. Jeukendrup, A. (2004). Carbohydrate intake during exercise and performance. Nutrition (Burbank, Los Angeles County, Calif.), 20(7–8), 669—677.
  6. Smith, K., Karimian Azari, E., LaMoia, T. E., Hussain, T., Vargova, V., Karolyi, K., … Kyriazis, G. A. (2018). T1R2 receptor-mediated glucose sensing in the upper intestine potentiates glucose absorption through activation of local regulatory pathways. Molecular Metabolism, 17, 98–111.
  7. Snel, M., Jonker, J. T., Schoones, J., Lamb, H., de Roos, A., Pijl, H., … Jazet, I. M. (2012). Ectopic fat and insulin resistance: pathophysiology and effect of diet and lifestyle interventions. International Journal of Endocrinology, 2012, 983814.

Voci Correlate

Valutazione Destrosio

Cos'è - 100%

Come si assorbe - 100%

Perché si assume - 100%

Protocollo d'uso - 100%

100%

Valutazione HSN: 5 /5
Content Protection by DMCA.com
Su Alfredo Valdés
Alfredo Valdés
Specialista in allenamento in fisiopatologia metabolica e in effetti biomolecolari dell’alimentazione e esercizio fisico, vi parlerá nei suoi articoli del complesso mondo della nutrizione sportiva e clinica, in modo semplice e con senso critico.
Vedi Anche
Fruttosio
Fruttosio: Cos’è, A Cosa Serve, Come Assumerlo

“Il fruttosio è lo zucchero della frutta”. Se lo chiedi a qualcuno sicuramente ti risponderà …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *