Selenio e Tiroide

Selenio e Tiroide

Analizziamo la relazione tra: Selenio e Tiroide 

Il Selenio è un miconutriente essenziale con numerosi effetti sull’organismo, ad esempio svolge un’attività antiossidante e antinfiammatoria. In particolare, oggi illustriamo il suo ruolo nella sintesi degli ormoni tiroidei.

Prima di tutto, il fatto che la tiroide sia l’organo con maggiori quantità di Selenio per grammo di tessuto non è una casualità. Infatti, la tiroide è costituita da almeno 30 delle cosidette Seleniproteine, enzimi come la glutatione perossidasi (GPX), la tioredossina reduttasi (TR), la iodotironina deiodinasi o la selenoproteina P.

Queste proteine contribuiscono al mantenimento dell‘omeostasi tiroidea

Selenio e Tiroide

La supplementazione con Selenio nei pazienti con ipotiroidismo autoimmune sembra essere in grado di modificare la risposta infiammatoria e immune, probabilmente aumentando i livelli di glutatione perossidasi e tioredossina reduttasi e diminuendo le concentrazioni di H2O2 (perossido di idrogeno) che derivano dalla creazione di ormoni tiroidei.

ghinadola tiroide

La poduzione di ormoni tiroidei ha un costo in termini di stress ossidativo e queste proteine sono in grado di ridurre questo costo 

Quando il contenuto e consumo di Selenio è adeguato, la GPX e TR proteggono il tireocita (cellula della tiroide) dall’azione dannosa di questi perossidi. In aggiunta a questo, ci sono dati che evidenziano che le desiodasi D1 e D2, che favoriscono la conversione da T4 a T3 (l’ormone biologicamente attivo) sono selenoproteine, per questa ragione una carenza di Selenio peggiora la conversione da T4 a T3 (1).

Questo processo di conversione è cruciale dato che, con riferimento a quanto detto in precedenza, la maggior parte dell’attività biologica degli ormoni tiroidei ricade sulla T3 in seguito alla sua unione ad un recettore nuclerare.

Per questa ragione, gli individui con carenza di selenio hanno livelli moderatamente elevati di T4 e ratios T4/T3 elevate, con livelli normali di TSH (1)

Alimenti Ricchi di Selenio

Il selenio è un minerale presente nella terra, che assumiamo grazie agli alimenti di origine vegetale che lo contengono

Di conseguenza, il contenuto di Selenio presente in piante e animali dipende dal fatto che il suolo sia selenifero o meno. Il consumo di Selenio consigliato per ottenere la massima attività della GPX plasmatica o eritrocitaria è di  55-75 mcg giornalieri.

A titolo di esempio possiamo citare: noci del Brasile, ostriche, tonno, frumento integrale, semi di girasole, vitello, maiale, agnello, tacchino, pollo e funghi. 

fonti selenio

Come potete osservare, una dieta onnivora e variata non dovrebbe comportare una carenza di selenio 

A dispetto di quanto detto, il problema risiede nel fatto che ci allontaniamo sempre di più da un modello alimentare variato e ricco di alimenti non processati o con una lavorazione minima

Quanto Selenio si assume?

Alcuni studi realizzati hanno valutato il contenuto abituale di Selenio in occidente, in particolare uno realizzato a Griegos (Spagna) ha rivelato che la quantità di Selenio ingerita per persona era di 39.9 mcg, un valore molto al di sotto della quantità giornaliera minima raccomandata. (2).

In aggiunta a questo, tre metaanalisi hanno dimostrato l’effetto di soppressione della supplementazione con Selenio sugli anticorpi TPO e antiTG (3-5)

Inoltre, nella stessa linea, una terza metaanalisi condotta da Wichman nel 2016 ha riscontrato una riduzione dei TPO nel terzo, sesto e dodicesimo mese in pazienti trattati con LT4 ma non su quelli non trattati (5).

Con riferimento agli studi epidemiologici, questo studio cinese (6) ha constatato l’incidenza di malattie tiroidee (ad esclusione di malattie gravi e malattie nodulari) era maggiore dove il consumo di Selenio era ridotto, (Se <69 mcg) in comparazione con le regioni con un corretto consumo di questo minerale  (>69 mcg).

Effetti collaterali del Selenio

Tuttavia, si deve usare cautela dato che dosi elevate di Selenio hanno effetti tossici sugli umani

Per esempio, un consumo di 330 mcg al giorno potrebbe essere tossico per la produzione di ormoni tali come GH, IGF-1 o ormoni tiroidei, senza arrivare alla Selenosi, sebbene si potrebbe raggiungere con un consumo maggiore.

creatina depressione

Gli effetti collaterali descritti sono: perdita di capelli, anoressia, diarrea, depressione, emorragia, necrosi epatica a renale, cecità o atassia. (6)

Un rango di consumo sicuro è di 5-300 mcg giornalieri in adulti

Deficit di Selenio

La carenza di selenio accelera inoltre la deplezione di Iodio nella ghinadola tiroidea, che può essere un meccanismo di adattamento protettivo quando il contenuto di Selenio è insufficiente e il contenuto di Iodio è adeguato.

In conclusione, se un individuo che presenta carenze di entrambi i minerali integra solo uno dei due elementi otterrà un risultato controproducente.

Per questa ragione, nello Zaire, che è una regione con gozzo endemico, la somministrazione di Selenio deteriora la funzione della tiroide.

Questo ci suggerisce che nelle zone dove è presente una carenza di Iodio l’organismo minimizza la conversione di T4 o T3 cercando di conservare il poco Iodio presente. In aggiunta, la supplementazione solo con Selenio accelera la deplezione di Iodio, con riferimento a quanto detto in precedenza, aumentado questa conversione (7).

Supplementazione con Selenio

In primo luogo, per esaminare se la supplementazione con Selenio può risultare d’interesse per il paziente, biosogna valutare l’escrezione urinaria di Iodio nelle urine di 24h, qualcosa che risulta abbastanza complicato dato che potrebbe essere condizionato dall’assunzione di alimenti ricchi di iodio, l’esposizione a mezzi di contrasto iodati o il somministro di farmaci con iodio (come l’amidarone).

Per riassumere, la supplementazione con selenio sotto forma selenometionina potrebbe risultare benefica per alcuni pazienti con ipotiroidismo, carenza di selenio o livelli di iodio non adeguati

Fonti Bibliografiche

  1. Maia, A. L., Goemann, I. M., Souza Meyer, E. L., & Wajner, S. M. (2011). Type 1 iodothyronine deiodinase in human physiology and disease. Journal of Endocrinology, 209(3), 283-297.
  2. Pappa, E. C., Pappas, A. C., & Surai, P. F. (2006). Selenium content in selected foods from the Greek market and estimation of the daily intake. Science of the Total Environment, 372(1), 100-108.
  3. Toulis, K. A., Anastasilakis, A. D., Tzellos, T. G., Goulis, D. G., & Kouvelas, D. (2010). Selenium supplementation in the treatment of Hashimoto’s thyroiditis: a systematic review and a meta-analysis. Thyroid, 20(10), 1163-1173.
  4. Fan, Y., Xu, S., Zhang, H., Cao, W., Wang, K., Chen, G., … & Liu, C. (2014). Selenium supplementation for autoimmune thyroiditis: a systematic review and meta-analysis. International journal of endocrinology, 2014.
  5. Wichman, J., Winther, K. H., Bonnema, S. J., & Hegedüs, L. (2016). Selenium supplementation significantly reduces thyroid autoantibody levels in patients with chronic autoimmune thyroiditis: a systematic review and meta-analysis. Thyroid, 26(12), 1681-1692.
  6. Wu, Q., Rayman, M. P., Lv, H., Schomburg, L., Cui, B., Gao, C., … & Li, H. (2015). Low population selenium status is associated with increased prevalence of thyroid disease. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 100(11), 4037-4047.
  7. Fan, A. M., & Kizer, K. W. (1990). Selenium. Nutritional, toxicologic, and clinical aspects. Western Journal of Medicine, 153(2), 160.
  8. Contempre, B., Duale, N. L., Dumont, J. E., Ngo, B., Diplock, A. T., & Vanderpas, J. (1992). Effect of selenium supplementation on thyroid hormone metabolism in an iodine and selenium deficient population. Clinical endocrinology, 36(6), 579-583.

Voci Correlate

Ipotiroidismo e Selenio

Dose giornaliera raccomandata di Selenio - 100%

Deficit di Selenio - 100%

Supplementazione con Selenio - 100%

Alimenti ricchi di Selenio - 99%

100%

Valutazione HSN: 5 /5
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Su Borja Bandera
Borja Bandera
Borja Bandera è un giovane medico che si dedica all’area della nutrizione, esercizio e metabolismo, che combina con la sua attività clinica insieme alla sua vocazione divulgativa e di ricerca.
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