Zucchero di Cocco

Zucchero di Cocco

In questo articolo illustriamo i 4 motivi per cui dovresti cambiare lo zucchero del caffè per lo zucchero di cocco.

Lo zucchero di cocco è meno raffinato

Lo zucchero da tavola è un alimento che viene estratto dalla canna o dalla barabietola da zucchero, ma arriva sulle nostre tavole dopo un enorme processo di raffinazione, che ha come conseguenza la perdita dei nutrienti contenuti nella materia prima al suo stato naturale.

flow chart

Figura I. Flow Chart della produzione dello zucchero da tavola (Iryani et al., 2012).

Lo zucchero di cocco è un edulcorante tradizionalmente impiegato in vari paesi del Medio Oriente per la preparazione di numerose ricette tipiche della zona.

Il processo al quale viene sottoposto è meno aggressivo, infatti si ricava partire dal nettare della palma di cocco, successivamente viene filtrato, bollito, raffreddato, granulato e seccato al sole per ottenere uno zucchero di cocco con un’alta capacità di dissoluzione in acqua, senza la necessità di aggiungere eccipienti o utilizzare solventi nel processo. 

zucchero

Figura II. Zucchero di cocco.

Ottenendo in questo modo uno zucchero molto simile per l’aspetto esterno allo zucchero di canna, ma con le proprietà nutrizionali originali conservate meglio.

Ha un basso indice glicemico

L’indice glicemico è un’unità di misura  formata da unità arbitrarie, che indica la velocità con cui il glucosio dei carboidrati assunti arriva nel sangue.

Quanto più alto è l’indice glicemico più veloce sarà lo svuotamento gastrico, di conseguenza, gli zuccheri vengono assorbiti più velocemente.

Questa è una caratteristica molto interessante per scegliere le fonti di carboidrati prima, durante o dopo gli allenamenti.

Tuttavia, durante la maggior parte della giornata, assumere carboidrati ad alto indice glicemico provoca un aumento acuto delle concentrazioni di insulina, un ormone peptidico molto lipogenico, e cioè, facilita l’accumulo di grasso la cui secrezione desensibilizza l’assorbimento di glucosio nelle cellule muscolari, generando resistenza all’insulina periferica.

Per questo motivo è preferibile alimentarsi a base di cibi completi, meno rafinati e con le proprietà della matrice alimentare integre.

indice glicemico

Figura III. Classificazione della FAO per le categorie di carboidrati in funzione dell’indice glicemico (FNRI, s.f.).

Gli studi che hanno analizzato l’indice glicemico dello zucchero di cocco hanno dimostrato che si aggira intorno a valori di 35 (Trinidad et al., 2010), quindi è considerato un carboidrato a basso indice glicemico se confrontato con il suo equivalente, che sarabbe lo zucchero di canna, possiamo constatare la differenza dato che questo possiede un indice glicemico che si aggira intorno a 60.

confronto

Figura IV. Indice glicemico comparativo in forma di AUC tra lo zucchero di cocco, lo sciroppo di cocco, e lo zucchero da tavola (FNRI, s.f.).

Contiene più nutrienti

Il processo di raffinazione al quale viene sottoposto lo zucchero da tavola provoca la perdita di tutto il suo interesse nutrizionale, trasformandolo in un semplice nutriente energetico che può essere utilizzato dagli atleti per soddisfare le loro necessità.

Lo zucchero di cocco, grazie al suo stato più integro, conserva sia i nutrienti che i fitonutrienti della materia prima originaria.

I macronutrienti sono isolati, praticamente la totalità del prodotto è composto da carboidrati. In più contiene:

  • Più ferro, zinco, calcio, sodio e potassio rispetto allo zucchero da tavola.

nutrienti

Figura V. Confronto tra il contenuto di ferro e zinco dello zucchero di cocco, lo zucchero di canna e lo zucchero raffinato (FNRI, s.f.).

  • Fibra proviente dall’inulina, un polisaccaride del fruttosio, che non viene digerito e viaggia fino al colon dove fermenta e produce acidi grassi a catena corta che possiedono proprietà benefiche sul microbiota intestinale.
  • Alte quantità di polifenoli, flavonoidi e antocianidine; importanti fitonutrienti con effetti protettori sull’organismo (antiossidanti, antinfiammatori, chelanti,ipocolesterolemianti…) 

effetti

Figura VI. Effetti sulla salute associati al consumo di polifenoli attraverso l’alimentazione (Dayem et al., 2016).

  • Alte quantità di propionato, un acido grasso che è stato vincolato negli studi in vitro all’inibizione dell’enzima HMG-CoA reduttasi nella sintesi del colesterolo; che esercita un’effetto ipocolesterolemiante ancora più potente.

sintesi colesterolo

Figura VII. Rappresentazione grafica della sintesi del colesterolo nell’organismo a partire da acetil-CoA. Segnalato dall’enzima inibito dal propionato.

Gusto

Il gusto dello zucchero di cocco è simile a quello dello zucchero di canna, ma ha un tocco di caramello che ricorda gli sciroppi d’acero categoria A ambrato scuro.

cocco

Figura VIII. Zucchero di cocco. 

Lo zucchero di cocco ha un gusto molto caratteristico grazie alla densità dei composti volatili che possiamo trovare nella sua composizione.

Il gusto dello zucchero di cocco è stato definito dalla letteratura come:

“Un edulcorante con un gusto piacevole al caramello e uno squisito tocco di cocco”

(Purnomo, 2007).

Zucchero di cocco di HSNfoods

zucchero di cocco hsn foods

HSN ha elaborato il suo primo prodotto a base di zucchero di cocco.

Ottenuto a partire dai fiori della palma di cocco da agricoltura ecologica, in conformità con gli standard e le norme contenute nei regolamenti Nº 834/2007 e 889/2008 dell’Unione Europea.

Certificato di procedenza e qualità delle materie prime.

soil association organic

Figura IX. Sello “Soil Association Organic”, che stabilisce le norme e gli standard della Commissione Europea del regolamento citato.

Posso utilizzare la quantità di zucchero di cocco che voglio?

Nonostante sia una buona alternativa allo zucchero da tavola per il maggior contenuto di nutrienti, il basso indice glicemico e altri fattori analizzati nei precedenti paragrafi; lo zucchero di cocco a livello calorico è uguale allo zucchero.

In questo senso, la composizione dei saccaridi è leggermente ridotta, il valore energetico è praticamente identico a quello dello zucchero ottenuto dalla canna o dalla barabietola.

Di conseguenza, lo zucchero di cocco dev’essere un passaggio intermedio nel processo di riduzione del consumo di zucchero quotidiano.

Fonti Bibliografiche

  1. American Diabetes Association. (s.f.). Coconut Palm Sugar.
  2. Dayem, A. A., Choi, H. Y., Yang, G. M., Kim, K., Saha, S. K., & Cho, S. G. (2016). The anti-cancer effect of polyphenols against breast cancer and cancer stem cells: Molecular mechanisms. Nutrients, 8(9), 581.
  3. Food and Nutrition Research Institute. (s.f.). Beneficios nutricionales y sobre la salud del azúcar/sirope de la savia del coco.
  4. Iryani, D., Hirajima, T., & Sasaki, K. (2012). Overview of Indonesia Sugarcane Industry and Utilization of Its Solid Waste.
  5. Purnomo, H. (2007). Volatile components of coconut fresh sap, sap syrup and coconut sugar. ASEAN Food Journal, 14(1), 45–49.
  6. Trinidad, T. P., Mallillin, A. C., Sagum, R. S., & Encabo, R. R. (2010). Glycemic index of commonly consumed carbohydrate foods in the Philippines. Journal of Functional Foods, 2(4), 271–274.

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Valutazione Zucchero di Cocco vs Zucchero da Tavola

Meno raffinato - 100%

Migliori proprietà - 100%

Minor indice glicemico - 100%

Gusto migliore - 100%

100%

Valutazione HSN: 5 /5
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