La supplementazione con carnitina è di grande aiuto per gli sportivi per ottenere una maggiore quantità di energia derivante dai grassi. Ecco perché viene chiamata “bruciagrassi”.

Necessaria per produrre e liberare energia, si accumula nel nostro organismo e si libera rapidamente come fonte energetica, perciò è un integratore molto richiesto per aumentare il rendimento sportivo e migliorare le capacità aerobiche e anaerobiche.
1. Un’alleata della funzione cerebrale
Sono numerosi gli studi clinici che hanno dimostrato che assumere quotidianamente acetil L-carnitina contrasta il deterioramento della funzione cerebrale associato all’Alzheimer e ad altre malattie cerebrali.
Allo stesso tempo, ha effetti positivi sulla funzione cerebrale in generale nelle persone anziane sane, che non soffrono di Alzheimer né di altre malattie cerebrali.
In certi casi, la L-carnitina aiuta a proteggere il cervello dal danno cellulare. Uno studio condotto su alcolisti ha dimostrato che assumere 2.000 mg al giorno di acetil-L-carnitina per 90 giorni ha migliorato le loro funzioni cerebrali in diverse aree.
Tuttavia, è necessario condurre ricerche più ampie per verificare gli effetti a lungo termine del consumo di L-carnitina su persone sane con funzione cerebrale intatta, non affette da malattie cerebrali.
2. Per il trattamento della malattia arteriosa periferica
Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia degli integratori di carnitina nel trattamento dell’ischemia cardiaca (restrizione del flusso sanguigno al cuore), così come della malattia arteriosa periferica (il cui sintomo principale è la cattiva circolazione alle gambe, comunemente nota come claudicatio intermittente).
La claudicatio intermittente è dovuta a un insufficiente apporto di sangue ossigenato alle gambe, che a sua volta provoca un accumulo di acetil-carnitina nel muscolo. I pazienti affetti da malattia arteriosa periferica che sviluppano claudicatio faticano molto a fare esercizio e camminare, anche per brevi distanze e lentamente. Ebbene, la ricerca ha dimostrato che la carnitina migliora il rendimento del muscolo scheletrico nella gamba.
Tuttavia, altri studi sollevano alcune problematiche legate ai suoi effetti sul cuore e sulla circolazione, che potrebbero derivare da un’esposizione prolungata a questa sostanza.
3. L-Carnitina migliora la fertilità maschile
Il contenuto di carnitina nel liquido seminale è strettamente correlato con il numero e la motilità degli spermatozoi. Questo dato indica che la sostanza in questione è utile nel trattamento dell’infertilità maschile.
Ciò sarebbe dovuto sia all’aumento dell’ossidazione mitocondriale degli acidi grassi, che riguarda la produzione di energia, sia alla riduzione della morte cellulare nei testicoli.
Tuttavia, la valutazione dei potenziali benefici della carnitina nel trattamento dell’infertilità maschile richiede una serie di studi clinici più ampi e precisi.

4. Per il corretto funzionamento del sistema immunitario
È un dato comprovato che la L-carnitina contribuisce allo stato ottimale del sistema immunitario, grazie alla sua capacità di rendere innocui i patogeni. Allo stesso tempo, stimola la formazione delle difese e blocca la comparsa delle malattie.
Per di più, agisce come un antiossidante, evitando la distruzione di cellule e tessuti da parte dei radicali liberi.
5. L-Carnitina e il suo ruolo nel processo di invecchiamento
Con la diminuzione della funzione mitocondriale si accelera il processo di invecchiamento. Il contenuto di carnitina nel tessuto diminuisce con l’età e questo riduce l’integrità della membrana mitocondriale.
Alcuni studi precedenti condotti su topi hanno rivelato che somministrare integratori ad alte dosi di acetil-L-carnitina e acido alfa-lipoico porta a ridurre la decomposizione mitocondriale. I topi trattati si muovevano di più e miglioravano le prestazioni relative alla memoria.
Detto ciò, va precisato che non esistono studi simili sugli esseri umani, anche se una meta-analisi di studi controllati in doppio cieco con placebo suggerisce che gli integratori di acetil-L-carnitina migliorano la funzione della memoria e riducono il deterioramento mentale negli adulti anziani con lieve deterioramento cognitivo e malattia di Alzheimer.
Nei suddetti studi, i soggetti hanno ricevuto da 1.500 a 3.000 mg di acetil L-carnitina al giorno per un periodo da 3 a 12 mesi.
6. Per migliorare il diabete di tipo II
La resistenza all’insulina è determinante nello sviluppo del diabete di tipo II ed è correlata a un’alterazione dell’ossidazione degli acidi grassi nel muscolo. Ciò ci porta a chiederci se la disfunzione mitocondriale sia il fattore che causa la progressione di questa malattia.
Ciò è dovuto alla riduzione del contenuto di grasso nel muscolo e forse alla diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue, che a sua volta deriva da una rapida ossidazione dei grassi contenuti nelle cellule.
Una recente analisi ha dimostrato come la somministrazione di 3.000 mg al giorno di L-carnitina per un anno fornisca un significativo sollievo dal dolore neuropatico e un miglioramento notevole in pazienti con diabete di tipo II di breve durata.
Inoltre, è stato dimostrato che la L-carnitina riduce i sintomi del diabete di tipo II, così come i fattori di rischio associati a questa patologia.
Un altro motivo per cui questa sostanza può contrastare il diabete è l’aumento di un enzima, noto come AMPK, che migliora la capacità dell’organismo di utilizzare i carboidrati.
7. Per frenare gli effetti di HIV e AIDS
Il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) riduce il numero di linfociti, causando infine la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). Nelle persone affette da HIV, il grasso si accumula in alcune zone del corpo e si degrada in altre. Inoltre, aumenta il grasso nel sangue e la resistenza all’insulina, dando origine alla cosiddetta sindrome da lipodistrofia.
Sebbene i meccanismi che causano questa patologia non siano noti e le ricerche effettuate forniscano risultati contrastanti, sembra che sia la supplementazione endovenosa sia quella orale con carnitina provochino la morte dei linfociti nelle persone affette da HIV, riducendo la neuropatia e migliorando i livelli di lipidi nel sangue.
8. Per migliorare l’insufficienza renale
Le persone affette da insufficienza renale perdono l’equilibrio dell’organismo in vari aspetti, come la riduzione della sintesi, l’aumento dell’escrezione renale, la diminuzione dell’assunzione di cibo dovuta alla perdita di appetito e la riduzione del consumo di alimenti di origine animale.
Molti pazienti con ESRD e soprattutto quelli sottoposti a emodialisi soffrono di carenza di carnitina. Il loro livello di carnitina è basso sia nel sangue sia nei muscoli, il che porta inevitabilmente ad anemia, debolezza muscolare, alterazione dei livelli di lipidi nel sangue, affaticamento e sviluppo di malattie cardiache.
Sono numerosi gli studi che indicano che, somministrati ad alte dosi (spesso per via iniettiva) e a lungo termine, gli integratori di L-carnitina migliorano alcuni o diversi sintomi nei pazienti sottoposti a emodialisi. Va precisato, tuttavia, che la ricerca è stata condotta su un numero limitato di pazienti e che non sono disponibili studi in doppio cieco.
Qual è la relazione della levocarnitina con altre malattie?
Spesso, i pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia o radioterapia soffrono di affaticamento, hanno una nutrizione carente e presentano deficit di carnitina.
In uno studio clinico si è verificato che il trattamento con integratori di carnitina a una dose di 4.000 mg al giorno per una settimana ha ridotto l’affaticamento e bilanciato i livelli di carnitina nel sangue in pazienti sottoposti a chemioterapia.
Un secondo studio condotto su pazienti oncologici in fase terminale trattati con carnitina (a dosi di 250-3.000 mg al giorno) ha mostrato un miglioramento dell’umore e della qualità del sonno, oltre a una riduzione dell’affaticamento.
In entrambi gli studi, quasi tutti i partecipanti presentavano carenza di carnitina prima di iniziare l’assunzione degli integratori.
Ora conosci cosa può fare la L-carnitina per la tua salute. Sta a te!
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