La L-carnitina è uno degli ingredienti più conosciuti della nutrizione sportiva ed è presente in un gran numero di integratori alimentari destinati alle persone attive. In questo articolo analizziamo che cos’è, come viene sintetizzata dall’organismo, in quali alimenti si trova e cosa afferma la ricerca scientifica disponibile al riguardo.
Che cos’è la L-Carnitina?
La L-carnitina, o levocarnitina, è un’ammina che l’organismo sintetizza a partire da due aminoacidi essenziali, la lisina e la metionina. È presente naturalmente nella maggior parte delle cellule del corpo, in particolare nei tessuti che utilizzano gli acidi grassi come fonte di energia, come il muscolo scheletrico e quello cardiaco.
“Carnitina” è il termine generico che comprende diversi composti: L-carnitina, L-carnitina L-tartrato, Acetil L-carnitina e Propionil L-carnitina.
La maggior parte delle persone sane produce la quantità di carnitina di cui ha bisogno. In alcuni casi — specifiche patologie, fattori genetici o nei neonati prematuri — questa produzione può risultare limitata.
Tipi di carnitina
Esistono diverse forme di carnitina, ciascuna con caratteristiche proprie per quanto riguarda l’assorbimento e l’impiego più comune nell’integrazione.
L-carnitina L-tartrato
Presenta un elevato tasso di assorbimento, motivo per cui è una delle forme più utilizzate in ambito sportivo.
Acetil L-carnitina (ALCAR)
Propionil L-carnitina
È la forma maggiormente studiata in relazione ai processi circolatori, poiché interviene nella produzione di ossido nitrico.
D-carnitina
Si tratta di una forma biologicamente inattiva che, inoltre, può interferire con l’assorbimento delle altre forme di carnitina.
La scelta dell’una o dell’altra forma dovrebbe basarsi sull’obiettivo d’impiego e, in caso di dubbi, sul consiglio di un professionista.
Sintesi e funzione nell’organismo
Per sintetizzare la L-carnitina, l’organismo necessita di lisina, metionina, ferro, vitamina B6, niacina, alfa-chetoglutarato e vitamina C. La carnitina interviene nel trasporto degli acidi grassi a lunga catena all’interno dei mitocondri, dove vengono metabolizzati per produrre energia.
Fonti alimentari
La carnitina è presente principalmente negli alimenti di origine animale. La carne bovina rappresenta la fonte più concentrata:
- Carne bovina, 170 g – 160 mg
- Carne di maiale, 170 g – 50 mg
- Pollo, 170 g – 6 mg
- Latte intero, 235 ml – 8 mg
- Merluzzo cotto, 115 g – da 4 a 7 mg
- Petto di pollo cotto, 115 g – da 3 a 5 mg
- Gelato, 120 ml – 3 mg
- Formaggio Cheddar, 57 g – 2 mg
- Pane integrale, 2 fette – 0,2 mg
- Asparagi cotti, 120 g – 0,1 mg
Una persona che segue una dieta mista con carne rossa assume abitualmente tra 60 e 180 mg di carnitina al giorno attraverso l’alimentazione. Nelle diete vegane, invece, l’apporto alimentare si riduce a circa 10-12 mg al giorno, poiché non includono alimenti di origine animale.
La maggior parte della carnitina introdotta con la dieta viene assorbita nell’intestino tenue e passa nel flusso sanguigno. I reni agiscono come riserva naturale e ne regolano l’escrezione per mantenere livelli stabili nel sangue.
Integratori di L-carnitina
Gli integratori alimentari di carnitina sono disponibili in capsule, liquido e polvere e il loro utilizzo può essere di interesse per chi desidera garantire un apporto aggiuntivo di questo composto rispetto a quello fornito dalla dieta.
Sebbene la carnitina di origine naturale provenga dalla carne, quella impiegata negli integratori alimentari viene ottenuta mediante fermentazione, risultando quindi compatibile con le diete vegane e vegetariane.
Poiché la carnitina proviene principalmente da alimenti di origine animale, i livelli di assunzione alimentare nelle persone vegane o vegetariane sono generalmente inferiori. L’opportunità di integrare la dieta in questi casi dovrebbe essere valutata individualmente, idealmente con il supporto di un professionista della nutrizione.
Carenza di carnitina
Si distinguono due tipi di carenza:
- Carenza primaria. Disturbo genetico del sistema di trasporto cellulare della carnitina, che di solito si manifesta intorno ai cinque anni di età.
- Carenza secondaria. Associata a determinate patologie o trattamenti (ad esempio con alcuni antibiotici) che riducono l’assorbimento della carnitina o ne aumentano l’escrezione.
Qualsiasi sospetto di carenza di carnitina, così come la decisione di ricorrere all’integrazione in questi casi, deve essere valutato e supervisionato da un professionista sanitario.

Ricerca scientifica: cosa dicono gli studi
La L-carnitina è uno dei composti più studiati nell’ambito della nutrizione sportiva, sebbene i risultati della ricerca siano eterogenei e, in molti casi, non conclusivi.
Alcuni studi con dosi elevate (2.000-6.000 mg/giorno) per periodi fino a 28 giorni non hanno riscontrato cambiamenti nell’utilizzo dell’ossigeno durante l’esercizio fisico né nei livelli muscolari di carnitina[3,4]. Un altro studio, pubblicato nel 2018, ha osservato variazioni nei marcatori della forza muscolare e del lattato dopo 9 settimane di somministrazione di 2 g al giorno[5], sebbene si tratti di un risultato isolato che necessita di ulteriori conferme.
In ambito cardiovascolare, diverse linee di ricerca hanno analizzato la relazione tra la carnitina e alcuni marcatori metabolici, ottenendo risultati contrastanti e senza giungere a conclusioni definitive sul suo ruolo nella salute del sistema circolatorio.
Sicurezza e precauzioni d’uso
Assunta nelle quantità comunemente utilizzate, la L-carnitina è un ingrediente ben tollerato. Un consumo eccessivo può essere associato a disturbi gastrointestinali come nausea o diarrea.
Interazioni
La carnitina può interagire con gli antibiotici contenenti pivalato (come la pivampicillina). Inoltre, è stata osservata una possibile riduzione dei livelli di carnitina nel sangue nei bambini trattati con fenobarbital, acido valproico, fenitoina o carbamazepina. In presenza di qualsiasi terapia farmacologica, si raccomanda di consultare un professionista sanitario prima di assumere questo tipo di integratori.
Combinazioni comuni negli integratori
Nel mercato degli integratori sportivi, la L-carnitina viene frequentemente associata ad altri ingredienti, tra cui:
- Acido alfa-lipoico
- Caffeina
- Colina
Riferimenti bibliografici:
- Rebouche CJ. Nutrizione moderna nella salute e nella malattia, nona edizione, Lippincott Williams & Wilkins, New York, 1999, pp. 505-12.
- Eder K, Felgner J, Becker K, Kluge H. Concentrazioni plasmatiche di carnitina libera e totale nei suini dopo l’ingestione orale di diversi composti di L-carnitina. Int J Vitam Nutr Res. 2005 Jan; 75(1): 3-9.
- Trappe SW, Costill DL, Goodpaster B, Vukovich MD, Fink WJ. Effetti dell’integrazione con L-carnitina sulla prestazione durante il nuoto a intervalli. Int J Sports Med. 1994 May; 15(4): 181-5.
- Spiering BA, Kraemer WJ, Vingren JL, Hatfield DL, Fragalà MS, Ho JY, Maresh CM, Anderson JM, Volek JS. Risposte di variabili di riferimento a differenti dosi di integrazione con L-carnitina L-tartrato. J Strength Cond Res. 2007 Feb; 21(1): 259-64.
- Bloomer RJ, Tschume LC, Smith WA. La glicina propionil-L-carnitina modula la perossidazione lipidica e l’ossido nitrico nei soggetti umani. Int J Vitam Nutr Res. 2009 May; 79(3): 131-41. doi: 10.1024/0300-9831.79.3.131.

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