Come differenziare i tipi di lesioni muscolari e il loro trattamento

Come differenziare i tipi di lesioni muscolari e il loro trattamento

Le lesioni muscolari sono le più comuni nello sport, ma spesso vengono confuse, sia per mancanza di conoscenza, sia perché quello che sentiamo nei media non è del tutto corretto, non distinguendo bene l’una dall’altra.

Un modo per classificarle è in base alla presenza o meno di lesione anatomica. Classicamente, e considerando che la denominazione era la stessa per il medico, per lo sportivo e per i media, si chiamavano:

  • SENZA LESIONE ANATOMICA = Contratture e distensione muscolare.
  • CON LESIONE ANATOMICA = Stiramento (elongazione), strappo e rottura.

Lesioni muscolari intrinseche senza lesione anatomica

1. CONTRATTURE: In una contrattura non c’è mai lesione anatomica, la fibra è intatta, e manca sempre la precisione nel tempo e il dolore selettivo alla palpazione, presentandosi un dolore moderato alla palpazione su quasi tutto il muscolo. Si verifica come conseguenza di un lavoro eccessivo. Il trattamento consiste in riposo, calore e massaggio.

Contrattura

2. DISTENSIONE MUSCOLARE: Consiste in una elongazione delle fibre muscolari oltre i limiti normali di elasticità. Anche qui non c’è lesione anatomica, ma possono esserci lesioni di tipo istochimico o mitocondriale (ematomi) come conseguenza del superamento del limite elastico del muscolo.

Si verificano a seguito di salti o accelerazioni, dovute a una forza di stiramento eccessiva che porta a una grande tensione nelle miofibrille e a una rottura vicino all’unione muscolo-tendinea. Queste lesioni colpiscono più i muscoli superficiali che lavorano su due articolazioni come il retto femorale, il semitendinoso e il gastrocnemio.

Il trattamento consiste in riposo (meno di 7 a 10 giorni), calore, massaggio (a partire dal terzo giorno) e analgesici e FANS.

I test funzionali ci indicheranno se la lesione è risolta. Si può iniziare l’esercizio quando non si avverte dolore alla palpazione, alla contrazione contro resistenza e allo stiramento.

tessuto-muscolare

Lesioni muscolari intrinseche con lesione anatomica

L’incidente si caratterizza per le seguenti circostanze:

  • Precisione nel tempo (chi ha la lesione sa quando è avvenuta).
  • Precisione geografica con dolore a punta di dito (chi ha la lesione sa dove si trova).
  • Impotenza funzionale.
  • Dolore intenso nei primi giorni.

Queste lesioni si dividono in tre stadi in base alla gravità:

1. ELONGAZIONE: Si rompono le strutture più intime, le miofibrille, ma non c’è lesione anatomica macroscopica, solo microscopica. Il trattamento da seguire è il seguente:

  • Il trattamento iniziale è immobilizzazione, compressione, freddo, FANS.
  • Dopo qualche giorno si può cercare di evacuare la raccolta liquida eventualmente presente.
  • Dal giorno 10 al 21 si inizia il carico con stiramenti e massaggi delicati in zone lontane dal focolaio.
  • Trascorsi questi giorni si deve iniziare il recupero e il potenziamento funzionale del muscolo.

2. STRAPPO: Si lesionano strutture di maggior entità, fibre o fascicoli. Il trattamento è uguale a quello dell’elongazione, ma richiede più tempo per la completa guarigione.

3. ROTTURA: Colpisce diversi fascicoli e implica una soluzione di continuità macroscopicamente evidente. Le rotture muscolari si verificano per sollecitazioni eccessive del muscolo, spesso causate da un modello motorio superiore a quello realmente esistente. Possono essere di due tipi:

  • PARZIALE: È interessata solo una parte del ventre muscolare. Compare ematoma, dolore acuto e incapacità funzionale.
  • TOTALE: Colpisce tutto il ventre muscolare, producendo il segno del “colpo d’ascia” e la retrazione del ventre del muscolo rotto. C’è dolore e grande incapacità funzionale.

Le rotture sono frequenti in persone tra i 40 e i 50 anni che, dopo anni di inattività, riprendono a praticare uno sport. Le più comuni sono la rottura del bicipite brachiale in ginnasti ritirati o quella del tricipite surale nei tennisti.

La rottura muscolare richiede trattamento chirurgico, perché la diastasi originata (separazione degli estremi lesionati) rende impossibile la riparazione conservativa.

rottura-muscolare

Fonti

    • Bahr R, Maehlum S e Bolic T. Lesioni sportive. Guida clinica. Panamericana. Madrid 2007
    • Kulund D. Lesioni sportive, Salvat. Barcellona 1986.
    • Peterson L e Renstrom P. Sports Injuries: Their Prevention and Treatment. 3ª Ed. Martin Dunitz Ltd. Londra 2001.
    • Romero D e Tous J. Prevenzione delle lesioni nello sport. Chiavi per un rendimento sportivo ottimale. Panamericana. Madrid 2010.
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