Il sedentarismo è uno dei principali contribuenti della sindrome metabolica e le malattie non trasmissibili, e pertanto suppone un fattore importantissimo nel tasso di morbilità (sviluppo di malattie nella popolazione) e della mortalità
È vero, abbiamo scelto un titolo che è più uno spoiler che un titolo.
Bisogno di presa di coscienza
Soprattutto, sarei molto felice se smettessi di leggere qui perché hai colto il messaggio e hai deciso di applicare i cambiamenti necessari al tuo stile di vita affinché tale sedentarismo non ti “uccida”
So che quasi tutti lo sanno o, almeno, hanno chiaro il concetto che fare sport/muoversi/essere attivi è salutare

Come è la quotidianità di una persona sedentaria?
- Si alza dal letto, si veste e si siede a fare colazione.
- Prende la macchina per andare al lavoro (seduto), si mette davanti a un computer (seduto), pranza (seduto), continua la sua giornata di lavoro (seduto), torna a casa in macchina (seduto)…
- Si siede sul divano per riposare mentre guarda la televisione e mangia qualcosa (seduto), va a fare la spesa in macchina (seduto), fa la spesa (attività molto leggera), torna a casa in macchina (seduto), cena mentre guarda Netflix/HBO (seduto) e va a dormire.
Più o meno, questa persona avrà passato, delle 24 ore del giorno, circa 21 seduto o disteso e circa 3 ore in piedi o con attività molto leggere

Potremmo addirittura dire, senza paura di sbagliarci, che durante queste 3 ore nelle quali è stato in piedi, ha usato ascensori o scale meccaniche
Sedentarismo come problema di salute pubblica
Esistono 3 pilastri che rendono un problema di salute pubblica una priorità:
- Prevalenza e tendenza del problema: si affrontano situazioni che riguardano un grande numero di persone o che rappresentano un fattore di rischio chiaro di espansione.
- Dimensione del rischio associato all’esposizione al problema: ad esempio, secondo l’OMS, il consumo di carni processate di tabacco sono fattori di rischio per il cancro; tuttavia, il rischio rappresentato dal tabacco è molto superiore a quello della carne rossa. Pertanto, le misure anti-tabacco vengono prima di quelle contro il consumo di tali prodotti di carne.
- Prove di prevenzione efficace e di controllo: continuando con l’esempio precedente, si sa che evitare il consumo di tabacco è una strategia molto efficace per prevenire numerosi tipi di cancro; pertanto, si seguono strategie globali per evitarne il consumo.

Inattività fisica e rischi per la salute
Valutazione delle conseguenze del sedentarismo
In relazione a ciò, nel 2015 è stata pubblicata una meta analisi con l’obiettivo di valutare l’associazione fra il tempo di inattività e le sue conseguenze per la salute, indipendentemente dalla realizzazione di attività fisica.
Cioè, si voleva vedere se le ore di sedentarismo sono di per sé negative
Fattori di salute relazionati al sedentarismo
I fattori di salute inclusi sono stati:
- Mortalità per qualunque causa,
- Incidenza e mortalità per malattia cardiovascolare,
- Diabete mellito II e cancro
- Ospedalizzazioni per qualunque causa.
La malattia cardiovascolare, il diabete mellito II e il cancro sono considerate le principali malattie non trasmissibili

Bisogna segnalare che in questa meta analisi sono stati inclusi solo studi osservazionali
Maggior sedentarismo, maggior rischio di malattie
Concretamente, il principale rischio relativo associato al sedentarismo rilevato in questo studio è stato lo sviluppo di diabete di tipo II, il riguardava più del 90% di soggetti sedentari.
In relazione alla mortalità e all’incidenza di diversi tipi di cancro, sembra che il sedentarismo agisca come fattore di rischio per il cancro al seno, al colon, all’endometrio e all’epitelio ovarico.
Sedentarismo e aumento delle malattie
Come risultati principali di questa analisi possiamo affermare che il sedentarismo aumenterebbe del…
- 24% il rischio di mortalità per qualunque causa.
- 91% il rischio di sviluppare diabete mellito tipo II.
- 14% l’incidenza di malattie cardiovascolari.
- 18% la mortalità per malattie cardiovascolari.
- 13% l’incidenza e il 16% della mortalità per cancro.
Ciononostante, queste cifre non devono essere considerate come verità assolute, dato che, come segnalano gli stessi autori della meta analisi, molti degli studi valutati presentavano seri limiti.
Sedentarismo e sviluppo di malattie non trasmissibili
La mancanza di attività fisica è un fattore chiave nell’espansione delle principali malattie non trasmissibili.

Ne è prova uno studio pubblicato nella prestigiosa rivista The Lancet nel 2012. Gli autori hanno voluto stimare la proporzione di casi di queste malattie (malattie cardiovascolari, diabete mellito II e cancro) che avrebbe potuto essere evitata se gli individui sedentari fossero stati attivi e l’aumento della speranza di vita che ciò avrebbe rappresentato.
Pertanto si sono basati sul FAP (frazione attribuibile di popolazione), un concetto statistico che stima la proporzione di casi che non sarebbero avvenuti in caso di assenza di un determinato fattore di rischio (in questo caso, il fattore sarebbe il sedentarismo).
Secondo i loro calcoli, a livello mondiale, se tutti gli individui inattivi diventassero attivi, verrebbero ridotti:
- del 6% i casi di malattie cardiovascolari,
- del 7% i casi di diabete mellito tipo II,
- del 10% dei casi di cancro al seno e al colon.
Con tali cifre alla mano, l’inattività fisica suppone un fattore di rischio comparabile al tabacco e all’obesità
Sedentarismo e costo economico
L’inattività fisica non si ripercuote sul costo sanitario, bensì influisce in modo globale, dato che causa costi indiretti per diminuzione della produttività per malattia o mortalità prematura.

Ding et al., (2016) hanno calcolato il costo economico globale rappresentato dalla mancanza di attività fisica in 142 paesi basandosi sui dati dell’anno 2013
Costi dell’inattività fisica in Spagna
Secondo questo studio, solamente in Spagna, l’inattività fisica presenta costi diretti di più di 1700 milioni di euro, e più di 245 milioni di euro in costi indiretti, cioè, quasi 2 miliardi di euro.
Di questi, quasi tre quarti sono a carico del settore pubblico e la gran parte della percentuale restante la paghiamo in modo diretto

Così, il sedetarismo non solo uccide, ma impoverisce la società in tutti i sensi
Quali sono i fattori che rendono una persona fisicamente attiva o meno?
Esistono certi fattori che sembrano influire sulla realizzazione di attività fisica (Bauman et al., 2012). Alcuni di essi agiscono come “il serpente che si morde la coda”, mi spiego.
Fattori fisiologici
Ecco alcuni esempi di fattori relazionati negativamente con l’attività:
- il sovrappeso,
- lo sforzo percepito,
- lo stress,
- un cattivo stato di salute,
- la mancanza di autosufficienza (o il non poter essere indipendente nella quotidianità).

Fattori sociali
Dall’altro lato, il livello educativo, l’aver partecipato previamente ad attività sportive, la ricerca di un’estetica determinata e una buona salute sono fattori relazionati con le persone più attive.
Ovviamente, esistono molti altri agenti che influiscono, ad esempio, a livello ambientale, come la presenza di istallazioni sportive, la distribuzione urbanistica o il bisogno e la disponibilità di trasporto.

O a livello politico, come piani educativi che enfatizzino l’applicazione di attività fisica o la sua promozione attraverso campagne a livello comunitario.
Alzati dalla sedia!
Come abbiamo commentato al principio, è possibile rispettare le raccomandazioni officiali sull’attività fisica (circa 150 minuti/settimana di attività fisica moderata – vigorosa) e anche così restare lunghi periodi di tempo seduti e danneggiare la propria salute metabolica.
Troppo tempo seduti è negativo
È stato possibile dimostrare che lunghi periodi di assenza di carico muscolare (seduto) hanno conseguenze a livello biologico che possono essere contrastate con il semplice fatto di rimanere in piedi (Owen et al., 2010).
Infatti, in individui che seguivano quelle raccomandazioni che abbiamo menzionato, è stato osservato che quanto più tempo passavano ogni giorno guardando la TV (seduti), più venivano influenzati negativamente indicatori di salute come la pressione arteriosa, la circonferenza dei fianchi, la tolleranza al glucosio o i livelli di lipidi nel sangue.
Cosa fare se dobbiamo restare seduti per molto tempo?
Molte volte dobbiamo restare seduti per le circostanze della nostra quotidianità, la più comune delle quali è il lavoro.
Ciò significa che è inevitabile aumentare il rischio che la nostra salute peggiori?
Una scoperta molto pertinente delle ultime ricerche è l’importanza di “interrompere i periodi di sedentarismo”.

Basta passare dello stare seduti al mettersi in piedi, o dall’essere fermo in posizione eretta a iniziare a camminare e a muoversi
Favorire gli spostamenti attivi
Per quanto esposto in precedenza, è fondamentale trattare di limitare il tempo che passiamo seduti e, in tale contesto, sono ancora più importanti le strategie come spostarsi attivamente, invece di andare in macchina.

Per quanto riguarda gli spostamenti attivi possiamo includere evitare ascensori e scale meccaniche quando possibile o, quando non è evitabile, andare in bici al lavoro…
Attività fisica come agente protettore
Come abbiamo già commentato, passare un gran numero di ore al giorno seduti è un fattore di rischio metabolico.
In una meta analisi pubblicata nel 2016, Ekelund et al. hanno deciso di studiare in che modo l’attività fisica influisce sul ritmo di mortalità per qualunque causa derivato dal sedentarismo.
Studio attività fisica e rischio di mortalità
È stato realizzato uno studio in funzione a una serie di criteri con corrispondente attribuzione di peso:
| Tempo Seduti | Da 0 a 4 ore | Da 4 a 6 ore | Da 6 a 8 ore | Più di 8 ore |
| Ore davanti alla TV | Meno di 1 ora | Da 1 a 2 ore | Da 3 a 4 ore | Più di 5 ore |
| Livello di Attività Fisica | 35,5 MET-h/settimana (60 – 75 minuti di attività moderata al giorno) | 30 MET-h/settimana (50 – 65 minuti di attività moderata al giorno) | 16 MET-h/settimana (25 – 35 minuti di attività moderata al giorno) | 2,5 MET-h/settimana (5 minuti di attività moderata al giorno) |
Incrociando le informazioni disponibili, è stata notata una chiara associazione dose-risposta fra il tempo seduti, l’attività fisica e la mortalità per qualunque causa
Prima di continuare a leggere, vorrei che tu fossi onesto e ti posizionassi nel gruppo che ti rispecchia.
- Per fare questo, innanzitutto, seleziona le ore che passi seduto e poi stabilisci il tuo livello di attività.
- Poi, scegli le tue ore di TV/serie/film/social media/YouTube al giorno e combinalo con il tuo livello di attività fisica.
Rischio di mortalità e tempo seduti
Come c’era da aspettarsi, il principale rischio di morte è apparso nel gruppo con il minore indice di attività fisica (2,5 MET-h/settimana) e il maggiore tempo seduti (>8 ore).
Questo gruppo corrisponde al punto più alto che appare nel grafico seguente, e il rischio di mortalità corrispondente è circa il 58% più alto di quello del gruppo di riferimento (il più attivo e con meno ore seduto).

Associazione fra rischio di mortalità, numero di ore seduto a livello di attività (Ekelund et al., 2016)
Rischio di mortalità e ore di TV
Rispetto al rischio di mortalità per qualunque causa e relazione con le ore di TV, gli autori hanno trovato una distribuzione simile:

Associazione fra rischio di mortalità, numero di ore di TV e livello di attività (Ekelund et al., 2016)
Conclusioni dello studio
Con questi grafici sono abbastanza chiare due cose:
- La mancanza di attività fisica e lo stare molto tempo seduti e/o guardando la TV ci rendono vulnerabili e sono fattori di rischio molto chiari di mortalità per qualunque causa.
- Realizzare attività fisica minimizza il rischio di mortalità.
Vorrei concludere con quest’ultima frase…
Fare esercizio per 1 ora al giorno
Questo studio mostra come il rischio di mortalità possa esser ridotto drasticamente (anche se non è totalmente eliminabile) se si realizza almeno una ora di attività moderata – intensa al giorno.
Come nel caso del gruppo 35,5 MET-h (60 – 75 minuti di attività quotidiana)

Anche se si sta più di 8 ore seduti al giorno…
Perché guardare la TV “aumenta il rischio di mortalità”?
Un altro aspetto notevole e del quale potresti non esserti accorto, è come le ore davanti alla TV aumentino il rischio di mortalità in modo più marcato rispetto alle ore sedentarie “senza TV”.
Perché succede?
Mancanza di movimento
Probabilmente, se una persona guarda più di 3 – 5 ore di TV al giorno (e quando dico TV voglio dire anche serie, film o video di YouTube), starà usando il proprio tempo libero fondamentalmente per quello.
Pertanto, sostituendo ed evitando qualunque tipo di attività fisica

Snacks non salutari
È anche tipico fare merenda o assumere prodotti superflui o poco raccomandati (bibite, snacks, biscotti, succhi, prodotti industriali, frutta secca processata, etc) mentre siamo davanti a uno schermo nei nostri periodi di ozio, aggravando ancora di più il problema.
Non hai tempo per fare sport?
Molte persone giustificano il non fare sport o attività con la mancanza di tempo.

Queste stesse persone sono in grado di guardare ogni giorno 3 o 4 episodi della propria serie preferita e/o dedicare ai social 1 o 2 ore (e non sto esagerando in nessuno dei due casi).
E tu, fai parte di questo gruppo?
Conclusioni
Molto di quanto detto in questo post è ovvio, ma quello che voglio sottolineare è il messaggio che prima iniziamo ad essere fisicamente attivi, meglio è e che non è mai tardi per iniziare ad esserlo.
Davvero ti servono altri motivi per iniziare a muoverti?
Fonti Bibliografiche
- Owen et al., (2010). Sedentary behavior: Emerging evidence for a new health risk.
- Khol et al., (2012). The pandemic of physical inactivity: global action for public health.
- Biswas et al., (2015). Sedentary time and its association with risk for disease incidence, mortality and hospitalization in adults.
- Lee et al., (2012). Impact of physical inactivity on the world’s major non-communicable diseases.
- Ding et al., (2016). The economic burden of physical inactivity: a global analysis of major non-communicable diseases.
- Bauman et al., (2012). Correles of physical activity: why are some people physically active and others not?
- Owen et al., (2010). Too much sitting: the population-health science of sedentary behavior.
- Ekelund et al., (2016). Does physical activity attenuate, or even eliminate, the detrimental association of sitting time with mortality? A harmonised meta-analysis of data from more than 1 million men and women.
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