Se non hai ancora sentito parlare del Chaga, preparati: questo fungo dall’aspetto poco invitante —una sorta di crosta scura che cresce sulle betulle— è uno degli ingredienti di cui si parla di più nel mondo della fitoterapia, e non è un caso.
Il suo profilo fitochimico, ricco di polisaccaridi e composti fenolici, lo ha reso oggetto di studio da parte della comunità scientifica interessata al benessere cellulare.
Scopriamolo più da vicino, con il rigore che merita e senza andare oltre ciò che le evidenze consentono di affermare.
Cos’è il fungo Chaga e quali sono i suoi composti attivi?
Il Chaga (Inonotus obliquus) è un fungo che cresce come parassita, principalmente sulle betulle, nelle regioni boreali dal clima freddo, come la Siberia, il Nord Europa o il Canada.
È proprio questo ambiente ostile a spiegare il suo particolare profilo fitochimico: per sopravvivere per anni —a volte decenni— in condizioni estreme, il fungo sviluppa una concentrazione molto elevata di metaboliti secondari, tra cui fitonutrienti e polisaccaridi, che suscitano l’interesse del settore del benessere.
Acido betulinico, beta-glucani e polifenoli: la sinergia biologica
L’aspetto interessante del Chaga non è un singolo composto, ma la combinazione di diversi composti che agiscono insieme:
- Acido betulinico: un triterpene che il fungo assorbe direttamente dalla corteccia della betulla, il suo albero ospite, e che concentra al suo interno.
- Beta-glucani: polisaccaridi solubili ampiamente studiati nell’ambito della fisiologia cellulare, presenti anche in altri funghi medicinali.
- Polifenoli: composti in grado di interagire con i processi ossidativi dell’organismo.
La combinazione dell’acido betulinico con i beta-glucani solubili è quella che la ricerca mette in relazione con processi di modulazione metabolica e protezione dagli agenti esterni, rendendo il Chaga un estratto particolarmente interessante all’interno della famiglia dei cosiddetti “adattogeni” —un termine diffuso in fitoterapia per indicare piante e funghi che aiutano l’organismo a gestire lo stress, sebbene non si tratti di una categoria ufficialmente riconosciuta dalla normativa alimentare europea—.
Quali sono i principali benefici del fungo Chaga per la salute?
La ricerca sul Chaga si è concentrata soprattutto su due grandi ambiti: il suo ruolo nella modulazione del sistema immunitario e la sua capacità antiossidante. Vediamoli separatamente.
Modulazione del sistema immunitario e risposta infiammatoria
I polisaccaridi presenti nel Chaga, in particolare i beta-glucani, interagiscono direttamente con i recettori delle cellule del sistema immunitario, come le cellule dendritiche e i macrofagi. Questa interazione è fondamentale per favorire una risposta equilibrata delle difese, sostenendo la normale funzione immunitaria affinché l’organismo possa affrontare le sfide quotidiane.
Capacità antiossidante e protezione cellulare dallo stress ossidativo
Il Chaga è noto per avere uno dei valori ORAC (capacità di assorbimento dei radicali dell’ossigeno) più elevati tra gli alimenti. I suoi potenti antiossidanti, come i polifenoli, aiutano a contrastare i danni causati dallo stress ossidativo, un fattore chiave nell’invecchiamento cellulare. Neutralizzando i radicali liberi, il Chaga contribuisce alla protezione delle cellule e al mantenimento del loro normale funzionamento.

Come assumere il fungo Chaga e qual è la dose consigliata?
Tradizionalmente, il Chaga viene consumato sotto forma di infuso, grattugiando o tagliando a pezzi il fungo essiccato e lasciandolo in infusione in acqua calda per un periodo prolungato.
È un metodo semplice, utilizzato da secoli nella medicina popolare della Siberia e del Nord Europa, anche se presenta uno svantaggio: la concentrazione dei principi attivi è difficile da standardizzare da una preparazione all’altra.
Estratto di Chaga in capsule o polvere: criteri di standardizzazione
Per questo motivo, gli estratti moderni in capsule o in polvere sono spesso l’opzione preferita da chi cerca un apporto più costante. Le dosi abitualmente utilizzate negli studi si attestano, in termini generali, intorno a 1000 mg di estratto concentrato al giorno, anche se la quantità esatta deve sempre rispettare le indicazioni del produttore riportate sull’etichetta del prodotto.
Un aspetto fondamentale nella scelta di un estratto è prestare attenzione al rapporto di concentrazione (ad esempio, 10:1), che indica quanta materia prima è stata necessaria per ottenere l’estratto finale e rappresenta generalmente un buon indicatore della potenza e della consistenza del prodotto.
- L’estratto di Chaga (10:1) 500 mg fornisce un estratto 10 volte più concentrato ed è standardizzato al 40 % in polisaccaridi e al 30 % in beta-glucani.
Come scegliere un integratore alimentare di Chaga di alta qualità?
Non tutti gli integratori alimentari di Chaga sono uguali ed è quindi opportuno prestare attenzione ad alcuni aspetti prima dell’acquisto:
- Tracciabilità: un buon produttore deve essere in grado di indicare l’origine del fungo e il relativo processo di produzione.
- Corpo fruttifero rispetto al micelio: dai la priorità agli estratti ottenuti dal corpo fruttifero del fungo (la parte che cresce visibilmente sull’albero), poiché tende a presentare una concentrazione di composti attivi più costante rispetto ai prodotti a base di micelio coltivato su cereali.
- Analisi di laboratori terzi: cerca marchi che sottopongano i propri lotti ad analisi di laboratorio indipendenti, soprattutto per escludere la presenza di metalli pesanti, un aspetto rilevante per i funghi che crescono allo stato selvatico e possono accumulare elementi presenti nell’ambiente.
Esistono controindicazioni o effetti collaterali legati al consumo di Chaga?
Come per qualsiasi integratore alimentare, la prudenza è la migliore alleata. Il Chaga contiene naturalmente ossalati, composti da tenere sotto controllo nelle persone con precedenti di calcoli renali o problemi di salute renale; in questi casi, è quindi consigliabile consultare un professionista sanitario prima di inserirlo nella propria routine.
Se segui uno di questi trattamenti, sei in gravidanza, durante l’allattamento o presenti qualsiasi condizione medica, consulta sempre il medico prima di iniziare ad assumere Chaga. Ricorda che gli integratori alimentari non devono essere utilizzati come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano.
Riferimenti bibliografici
- Lu Y, Jia Y, Xue Z, Li N, Liu J, Chen H. Recent Developments in Inonotus obliquus (Chaga mushroom) Polysaccharides: Isolation, Structural Characteristics, Biological Activities and Application. Polymers (Basel). 2021 Apr 29;13(9):1441. doi: 10.3390/polym13091441. PMID: 33947037; PMCID: PMC8124789.
- Glamočlija J, Ćirić A, Nikolić M, Fernandes Â, Barros L, Calhelha RC, Ferreira IC, Soković M, van Griensven LJ. Chemical characterization and biological activity of Chaga (Inonotus obliquus), a medicinal “mushroom”. J Ethnopharmacol. 2015 Mar 13;162:323–32. doi: 10.1016/j.jep.2014.12.069. Epub 2015 Jan 7. PMID: 25576897.
- Fan L, Ding S, Ai L, Deng K. Antitumor and immunomodulatory activity of water-soluble polysaccharide from Inonotus obliquus. Carbohydr Polym. 2012 Oct 1;90(2):870–4. doi: 10.1016/j.carbpol.2012.06.013. Epub 2012 Jun 22. PMID: 22840014.
- Diao BZ, Jin WR, Yu XJ. Protective Effect of Polysaccharides from Inonotus obliquus on Streptozotocin-Induced Diabetic Symptoms and Their Potential Mechanisms in Rats. Evid Based Complement Alternat Med. 2014;2014:841496. doi: 10.1155/2014/841496. Epub 2014 Jun 30. PMID: 25093030; PMCID: PMC4100277.
Articoli correlati
Blog di Fitness, Nutrizione, Salute e Sport | Blog HSN Nel Blog di HSNstore troverai consigli sul Fitness, sport in generale, nutrizione e salute – HSNstore.com 