Alimentazione in gravidanza prima, durante e dopo

Alimentazione in gravidanza prima, durante e dopo

La gravidanza e la nutrizione, per aiutare ad aumentare le possibilità di un ambiente sano e nutriente nel quale il neonato possa svilupparsi adeguatamente; è importante che la madre stabilisca una dieta ben bilanciata che contenga le quantità adeguate di vitamine e minerali

Importanza della nutrizione durante la gravidanza e nutrienti critici durante questo periodo

La gravidanza e l’allattamento sono due periodi nella vita di una donna in cui le sue esigenze nutrizionali, specialmente nel secondo, aumentano. Da che questi siano ben soddisfatti dipenderà la salute e il buon sviluppo del bambino, nel primo caso nel grembo materno e nel secondo come neonato.

Un ampio repertorio di studi scientifici ha evidenziato l’esistenza di un forte legame tra la carenza di alcuni nutrienti con variazioni verso il basso o verso l’alto del peso della madre, lo sviluppo di malformazioni e anomalie fetali, con l’innesco di nascite premature che in molti casi portano a neonati che non riescono a sopravvivere o alla nascita di bambini dal basso peso con gravi difficoltà per seguire una corretta crescita in modo autonomo.

Espressa menzione dove essere fatta per quelle donne appartenenti a determinati gruppi a rischio che, in circostanze particolari, devono essere sottoposte ad un particolare controllo nella loro alimentazione una volta che iniziano una gravidanza.Nutrizione e integrazione in gravidanza

In queste circostanze si può parlare di precedenti di malnutrizione (dove si includono stati di anoressia, bulimia e altri disturbi), intolleranze alimentari, malattie associate con un handicap in nutrizione (come la malattia cardiaca arteriosclerotica, ipertensione, diabete, obesità, cancro del colon o osteoporosi, tra le altre) o gravidanze multiple, senza voler esaurire il catalogo.

Va tenuto presente che lo stato nutrizionale di una donna al momento della gravidanza e durante i nove mesi di solito si comporta come un fattore determinante sullo stato di salute del feto e, successivamente, del neonato, e, naturalmente, della madre. Infatti, per una donna, soffrire di qualche carenza nutrizionale moderata o grave, prima o durante la gravidanza, aumenta notevolmente le possibilità di infertilità (e quindi l’impossibilità che avvenga il desiderato concepimento) o passato questo step, di aborto, parto prematuro, anomalie nella formazione del feto, peso alla nascita di sotto della soglia minima e un maggior rischio di mortalità neonatale o dopo le prime settimane dalla nascita.

Per fortuna, la società di oggi ha raggiunto un elevato livello di istruzione e consulenza sui problemi della gravidanza e dell’allattamento associati con la nutrizione.

Per questo motivo, sono comunemente note le pratiche alimentari che conviene adottare dalle settimane precedenti il concepimento (naturalmente, se questo è cercato), durante la gravidanza e in una fase ancora più critica, il post-gravidanza o l’allattamento al seno quando la madre sceglie di allattare il figlio naturalmente (una pratica, per inciso, che attraversa una chiara tendenza al rialzo).

Ma questo non esclude che si mantenga l’intensità da parte degli specialisti del settore per quanto riguardi la divulgazione della necessità di sottoporsi a consigli e controlli medici che si adattino alle caratteristiche fisiche e di salute di ogni futura madre.

Importanza della Nutrizione durante la Gravidanza

Le linee guida per l’educazione e la consulenza nutrizionale in gravidanza e allattamento sono volte a garantire la massima qualità della dieta in termini di selezione degli alimenti che la compongono e di quantità in cui si incorporano, al fine di ottenere un apporto equilibrato e sufficiente.

Alimenti sani per donne incinta

Tra queste linee guida, è comune affrontare l’aspetto degli integratori alimentari (in particolare quelli chiamati micronutrienti, cioè vitamine e minerali), affrontando la necessità di includerli nei modelli alimentari in base al profilo della donna incinta, anche se alcuni fanno parte di una linea guida generale, come vedremo più avanti, che sono il ferro e l’acido folico.

Tuttavia, non si dovrebbe cadere nell’errore di pensare che i cambiamenti metabolici che si verificano durante la gravidanza significhino che una donna incinta debba “mangiare per due”, come viene spesso detto colloquialmente.

Se partiamo dalla situazione di base, cioè una donna non incinta, il suo fabbisogno energetico si aggira intorno alle 2200 kilocalorie, una cifra che è logicamente soggetta a sfumature legate al peso, all’età e all’attività svolta nella vita di tutti i giorni. Bene, la gravidanza rappresenta un aumento di non più di 500 kilocalorie, con le quali si soddisfano le necessità energetiche della donna incinta. Così vediamo che non è necessario ossessionarsi con l’assumere calorie per evitare la malnutrizione del bambino, anzi, tutt’altro.

Ciò di cui dobbiamo occuparci in dettaglio sono gli apporti più selettivi, cioè quelli di quei nutrienti che possono condizionare o limitare lo sviluppo del feto, come le proteine, gli acidi grassi, i minerali e le vitamine.

Una donna che si regoli nel seguire una dieta in cui tutti questi principi entrino a far parte di una dieta equilibrata sarà sicura di essere in grado di agglutinare tutte queste esigenze nutrizionali.

Tuttavia, vi sono molti specialisti che supportano la tesi che anche le donne che rispettano un profilo dietetico rigoroso richiedono un aiuto supplementare. Allo stesso tempo, avvertono anche che, in questo settore, occorre sempre tenere presente che qualsiasi integratore di cui si pianifichi un consumo sistematico non dovrebbe mai essere considerato una facile alternativa agli ingredienti della dieta la cui presenza nella stessa non è negoziabile.

D’altra parte, bisogna mantenere alcune riserve su alcuni integratori alimentari non soggetti a prescrizione, il cui pericolo risiede nella possibilità che essi possano contenere dosi esorbitanti di vitamine o minerali. Un loro consumo prolungato potrebbe avere effetti opposti a quelli desiderati.

La decisione di rimanere incinta deve implicare una pianificazione precedente a quello che sarà l’arrivo del neonato.

In questo momento, i genitori devono valutare, tra le altre questioni, quelle economiche, di spazio in casa, quelle affettive ed emotive, la più importante, la salute, tanto della madre come del bebè

Nutrizione nella gestazione

La donna otterrà uno stato ottimale per la gravidanza e il buono sviluppo del feto se ingerisce i nutrienti necessari a partire da una alimentazione adeguata così come da integratori nel caso in cui sia necessario rinforzare gli apporti 

I questo senso, esiste la possibilità che il feto sviluppi certe patologie che sono assolutamente prevenibili se si prepara il corpo materno prima del concepimento

Cosa deve Mangiare una Donna Incinta?

Realmente l’alimentazione della donna incinta o durante la fase in cui si cerca di rimanere in questo stato non dev’essere molto diversa da quella che dovrebbe seguire durante tutta la sua vita.

In questo aspetto, scommettiamo sul cibo di qualità, cibo naturale, dove abbondano le verdure e la frutta fresca, apportando la sufficente quantità di proteina a partire da diverse fonti, come carne, pesce, uova, latticini…

Alimenti durante la gravidanza

Durante la gravidanza bisogna continuare con le abitudini alimentari salutari e aggiungere un extra di calorie (generalmente circa 300kcals in più) come supporto al nuovo essere che si sta sviluppando nel ventre materno

E ovviamente, aggiungere grassi, come quelli dell’olio d’oliva, avocado, noci, semi, e carboidrati a partire da tuberi e/o legumi (ben cotti) come massimi espontenti

Cosa non deve Mangiare una Donna Incinta?

Tra questi: prodotti industriali trasformati, alimenti ricchi in zuccheri, sostanze nocive come l’alcool, alimenti che non siano stati cotti e vengano consumati crudi perché aumentano il rischio di infezione da toxoplasmosi, come alcune carni in scatola, latte crudo…

Ridurre al massimo l’assunzione di bibite stimolanti, come il caffè…

Alimenti sconsigliati durante la gravidanza

Il consiglio di “mangiare per 2” non si applica a tutta la gestazione, dato che questo comincia a rivestire molta più importanza a partire dal secondo trimestre in avanti…

Così come, evitare forme di cucinare che aumentano la densità calorica (frittura…) degli alimenti in contrapposizione a alla loro qualità nutrizionale

Quali sono i nutrienti cruciali durante la gravidanza

In termini generali, la gravidanza può essere generalizzata in quanto è un periodo in cui aumentano i bisogni della maggior parte dei nutrienti, in un range molto ampio che varia dal 5 al 400%. Ma all’interno di questa amalgama di sostanze da cui dipende il corretto sviluppo del neonato, dobbiamo sottolineare, per la loro trascendenza, le seguenti:

Calcio

Sia le donne in gravidanza che i bambini devono fornire un apporto giornaliero di questo macrominerale di 1200mg, una quantità che dovrebbe essere aumentata a 1300 quando si tratta di madri adolescenti, la cui crescita e consolidamento del sistema osteo-scheletrico non sia ancora stata completata e vi sia il pericolo che il corpo attinga alle riserve ossee.

Questi apporti possono essere ottenuti attraverso quattro porzioni di prodotti lattiero-caseari in una qualsiasi delle loro presentazioni, oltre a un consumo programmato di cereali integrali, legumi e verdure verdi. Si noti inoltre che gli apporti di calcio, per essere efficaci, richiedono una restrizione totale di quelle sostanze che interferiscono con il suo metabolismo, tra le quali menzioneremo espressamente il caffè, le bevande gassate, il tabacco e l’alcool.

Ferro

Le sue esigenze seguono una traiettoria alquanto singolare durante la gravidanza, cosicché durante il primo trimestre diminuiscono rispetto a quelle precedenti al concepimento come conseguenza della soppressione delle mestruazioni. Ma una volta arrivata la sedicesima settimana di gestazione, si produce una proliferazione di globuli rossi dovuta all’aumento del volume sanguigneo, che costringe, nella maggior parte dei casi, ad un’integrazione extra di ferro.

Se parliamo di numeri, una donna incinta ha bisogno di quattro volte in più questo minerale rispetto a quando non lo è, il che equivale a cinque milligrammi e mezzo al giorno per i due terzi della gravidanza.

Indubbiamente, una delle minacce metaboliche durante questo stato è l’anemia da carenza di ferro, che dovrebbe essere evitata a tutti i costi poichè è statisticamente dimostrato che aumenta i tassi di mortalità materna e la percentuale di nascite con basso peso e prima della trentesima settimana.

Per mantenere i depositi di ferro organici a livelli fisiologicamente accettabili, si raccomanda:

  • Un apporto alimentare prolungato di ferro, attraverso non solo gli alimenti classificati come fonti naturali di questo minerale (carni rosse, legumi, spinaci..), ma anche quelli chiamati facilitatori, che sono quelli che contengono alte dosi di vitamine C e A, essenziali per l’assorbimento e l’azione metabolica del ferro (motivo per cui è importante aumentare il consumo di frutta, verdure crude, latticini e pesce). E non è conveniente lasciare da parte i cosiddetti cibi fortificati, come la farina di mais precotta.
  • Un’integrazione: la linea guida generalmente estesa tra gli specialisti è di assumere 60 milligrammi al giorno di solfato ferroso due volte a settimana. Quando viene diagnosticata un’anemia, il suo trattamento impone la stessa quantità ma ininterrottamente fino a sei mesi dopo la nascita, al fine di ripristinare i depositi di ferro.

Acido folico

Questa sostanza, inclusa nelle vitamine del gruppo B (B9), segue una dinamica diversa concentrando il suo picco di fabbisogno in un margine di quattro mesi, tenendo come asse temporale il momento del concepimento.

Pertanto, è stato pienamente dimostrato che la sua somministrazione in quantità adeguate da due o tre mesi prima della gravidanza fino ai primi due mesi di gravidanza riduce il rischio di malformazioni congenite di oltre il 70%, in particolare il difetto nella formazione del tubo neurale (il futuro midollo spinale) e il cheiloschisi (chiamato labbro leporino), ma senza dimenticare le malformazioni del tratto genitourinario e del cuore.

Molto nota è la prima delle malformazioni derivate dalla mancanza di acido folico che sono state citate, perché è la prima causa di mortalità per difetto congenito. La sua origine è enormemente precoce, perché all’interno dello sviluppo del sistema nervoso centrale, questo tubo neurale completa la sua chiusura prima di arrivare al mese di gestazione, quando non è strano che nemmeno la madre non conosca ancora il suo stato. Questo indica che tutto ciò che non accade per iniziare la strategia preventiva diverse settimane prima di concepire il bambino ha poche speranze di prosperare.

Le sue principali fonti alimentari sono fegato, reni, carne ovina e vitello, uova, verdure a foglia verde (broccoli, spinaci, bietole…), legumi (soprattutto fagioli), cereali integrali e noci. Ma dobbiamo tenere a mente che l’organismo assimila solo la metà di quanto ingerito, il che rende impossibile coprire i bisogni solo con il cibo.

Nutrizione prima dell'arrivo di un bebè

Perciò, è universalmente accettato che sia integrato ad un tasso di 5 milligrammi al giorno per tutte le donne che hanno l’obiettivo di rimanere incinta entro i 3 mesi.

Acidi grassi essenziali

Durante la gravidanza è essenziale un corretto apporto di acidi grassi essenziali; Parliamo del linoleico, il linolenico e il docosaesaenoico, per la loro rilevanza nella costituzione delle membrane cellulari e nella regolazione del sistema cardiovascolare e del sistema nervoso centrale.

Per questo motivo, la FAO e l’OMS fanno eco alla necessità di arricchire la dieta delle donne incinte con olio di soia, pesce azzurro e alimenti arricchiti con questi acidi grassi.

Lungo questo articolo vi daremo ulteriori informazioni sull’importanza degli acidi grassi durante la gravidanza.

Nutrizione e integratori nella fase precedente all’inizio della gravidanza

Sembra ovvio, ma è essenziale che una donna parta da un buono stato di nutrizione e di salute prima di rimanere incinta. E questa affermazione giustifica il suo significato da un aspetto: lo stato nutrizionale della madre prima della gravidanza supera in influenza l’aumento di peso durante la gravidanza sul peso alla nascita del bambino.

Avere stabilito una dieta sana ed equilibrata prima di cercare una gravidanza è essenziale affinchè questa sia sana. Per un motivo legato ad una finalità strettamente conservativa della specie umana, mangiare meglio significa già avere maggiori probabilità di rimanere incinta, perché “il corpo è saggio” e ostacola una funzione riproduttiva tutt’altro che essenziale, riservando sostanze nutritive al mantenimento dei processi metabolici.

Un altro aspetto degno di nota nelle donne denutrite in quantità o qualità e quelle in sovrappeso o obese è che i cicli di ovulazione possono subire alterazioni che sono un serio ostacolo per il raggiungimento di una gravidanza.

D’altra parte, avere un equilibrio tra i diversi ormoni che intervengono direttamente o indirettamente nella riproduzione, favorisce la crescita follicolare delle ovaie che a sua volta favorisce lo sviluppo del tessuto uterino in modo che l’ovulo fecondato possa impiantarsi saldamente in esso.

Si consiglia di non consumare cibi o bevande contenenti caffeina, anche se alcuni esperti non sono così drastici nella misura, ammorbidendo e proponendo l’opzione di un consumo moderato, che può essere interpretato nella misura di due tazzine di caffè al giorno. L’implicazione di questa sostanza nella fertilità è derivata dal fatto che riduce la luce nei vasi sanguigni, che nel sistema circolatorio si traduce in un flusso sanguigno più basso nelle regioni in cui è auspicabile un alto flusso sanguigno, come le pareti dell’utero. Per questo, gli specialisti affermano che si pregiudichi l’impianto dell’ovulo nello stesso.

Un componente della dieta che debe essere tenuto in debita considerazione è il pesce azzurro, che si evidenzia come il miglior fornitore di acidi grassi omega-3 ed è molto apprezzato nei meccanismi che garantiscono la fertilità.

Ma nella scelta delle specie ittiche è importante considerare un fattore che può fungere da contrappeso negativo, ovvero la concentrazione di mercurio, un minerale il cui pericolo è quello di interferire con la formazione dell’embrione una volta avviato il processo di gestazione. Il mercurio ha la caratteristica di essere cumulativo, per questo motivo si avverte che le donne in età fertile e con l’intenzione di concepire si astengano dal mangiare specie ittiche ricche di mercurio, tra cui si trovano varietà di squali, pesce spada, tonno bianco in scatola o sgombro.

Dal lato opposto, con bassi livelli di mercurio nelle loro carni, possiamo parlare di salmone, merluzzo o tonno rosso. Per quanto riguarda le quantità, è consigliabile mangiare due porzioni da 100 grammi a settimana, che garantiscono l’assunzione di omega-3; nel caso di donne vegetariane o vegane, un ottimo sostituto sono i semi di lino, consumati in insalata, succhi di frutta, ecc.

Per quanto riguarda il consumo di carne, è fondamentale sostenere le riserve di ferro, poiché non è raro che siano scarse senza esserne al corrente. Per questo non è una cattiva idea effettuare delle analisi del sangue per conoscere in anticipo i livelli di emoglobina, ematocrito e globuli rossi, da cui si trarranno importanti conclusioni sulle vostre necessità aggiuntive di ferro.

Nascita del bambino

In merito all’aspetto qualitativo delle carni, avranno sempre la preferenza le carni poco lavorate, relegando in secondo piano quelle che subiscono un maggiore processo di trasformazione e scartando tutto ciò che riguarda affumicati o carni crude.

Dobbiamo completare questa allusione al minerale stella della gravidanza, il ferro, ricordando che possiamo anche usare legumi, verdure e cereali come fonti complementari di ferro. Quello che succede è che questo ferro è assimilato peggio, un handicap che può essere superato prendendo la precauzione di mangiare questi alimenti vegetali accompagnati da altri ricchi di vitamina C (succo d’arancia naturale o un kiwi), dato che questa agisce nel perseguimento dell’assimilazione del ferro.

È fondamentale arricchire la dieta con una buona gamma di frutta e verdura, tra cui assumono particolare importanza quelle dai colori più intensi, come spinaci, bietole, broccoli, cavolo rosso, pomodori, mirtilli, more, ciliegie… in quanto oltre alla loro maggiore ricchezza generale di nutrienti, contengono anche antiossidanti che attaccano i radicali liberi nelle membrane cellulari, responsabili dell’invecchiamento cellulare e che, pertanto, danneggiano la fertilità.

Pertanto, è una buona idea mangiare diverse porzioni di frutta al giorno e almeno tre porzioni di verdure alla settimana.

È consigliabile mettere da parte il più possibile il consumo di carboidrati raffinati (pane bianco, riso bianco e pasta) e sostituirli con alimenti a base di farine integrali (ad esempio pane integrale, non è necesario complicarlo ulteriormente). Tuttavia, a livello globale, i carboidrati non dovrebbero superare i 200g al giorno per evitare che il sovrappeso e che si alterino i livelli di glicemia, che sono un altro fattore negativo per la fertilità.

Integratori che possono essere utili per rimanere incinta

Ai giorni nostri, gli integratori nutrizionali hanno assunto un ruolo rilevante all’interno dei trattamenti terapeutici contro l’infertilità.

Nutrizionalmente, esistono tre fattori basici al momento di pianificare una gravidanza:

  • Il peso
  • Ferro, di cui vi è una richiesta giornaliera di 30-60 mg.
  • Acido folico, per il quale la precedente si riduce a 0,4 mg.
  • A cui deve essere aggiunto il complesso vitaminico B, la vitamina E e la C altamente benefiche per favorire la fertilità.

Non pochi nutrizionisti sostengono che anche le donne che seguano una dieta corretta possano avere bisogno di qualche integrazione supplementare.

Secondo loro, la maggior parte delle donne dovrebbe consumare un milligrammo di acido folico al giorno se si intende rimanere incinta per almeno 2 i due mesi precedenti. Tuttavia, questa vitamina è presente in alimenti vegetali (non ripeteremo quanto già spiegato precedentemente), ma la sua condizione rigorosa di essere solubile in acqua richiede la precauzione di evitare di consumare questi alimenti cotti in acqua, piuttosto crudi o cotti al vapore.

D’altra parte, gli acidi grassi omega-3 forniscono importanti benefici per lo sviluppo del bambino, migliorando la sua funzione neurologica e aiutando lo sviluppo della vista. Ricordiamo inoltre che uno studio condotto da un’università danese ha rivelato che queste sostanze, ingerite nelle fasi precedenti all’inizio della gravidanza, prevengono le infezioni respiratorie e l’asma, con un effetto che si estende fino ai due o tre anni di vita. Poiché questi acidi grassi sono disponibili solo attraverso il consumo di pesce azzurro, nel caso di non mangiarli frequentemente è necessario prendere un integratore che li contenga per ottimizzare le possibilità di rimanere incinta.

Fabbisogno nutrizionale in gravidanza

Non possiamo trascurare il ruolo della vitamina D nella fase di pre-gravidanza, che, grazie ad un apprezzabile apporto di latte, uova e pesce azzurro, può vedere soddisfatta la sua richiesta. Nel caso di donne vegane o che non vogliono mangiare questi alimenti per altri motivi, è consigliabile consultare uno specialista per valutare l’opportunità di introdurre integratori rispetto alla ricerca di gravidanza.

Secondo una professoressa di ginecologia dell’Università di Stanford, esiste un’associazione di nutrienti che potrebbe aiutare le donne a raggiungere la gravidanza, comprese quelle che soffrano di disturbi riproduttivi come cicli irregolari o ovaie policistiche. È una miscela di agnocasto (un estratto che modifica le concentrazioni di ormoni riproduttivi nel sangue), l’aminoacido L-arginina, antiossidanti come il tè verde e la vitamina E, selenio (che ha un’ottima sinergia con il precedente) e varie vitamine del complesso B.

Questa ricercatrice afferma che questa composizione è volta a migliorare il funzionamento del corpo luteo, che dovrebbe portare alla normalizzazione dell’ovulazione. Del corpo luteo possiamo spiegare che è una parte dell’ovaio la cui missione è quella di secernere il progesterone, un ormone che agisce ispessendo il rivestimento interno dell’utero (chiamato endometrio) contribuendo a condizionarlo in modo che l’ovulo possa essere fecondato e possa avvenire la nidazione con successo.

Concludiamo il ripasso del capitolo sulle vitamine sottolineando che sia la vitamina C che la B6 aiutano a migliorare la fertilità, nel caso delle prime anche nelle donne che soffrono di disturbi dell’ovulazione. Pertanto, introdurre integratori che le contengano può risultare utile.

Come esempi di prodotti che potremmo chiamare più esotici, citeremo tre:

  • La maca andina è un vegetale della famiglia delle crocifere (a cui appartengono i cavoli e le rape), ed è conosciuta ancestralmente (dovremmo tornare agli Inca) come un esaltatore naturale della fertilità. Il segreto sembra risiedere nella sua ricchezza nell’aminoacido L-arginina, che agisce a favore della vasodilatazione nella zona pelvica.
  • L’olio di enotera, che viene estratto dai semi della pianta così chiamata. A quanto pare, è un buon regolatore delle funzioni ormonali, che influeisce sull’aumento della fertilità.
  • Nel capitolo delle erbe possiamo citare l’agnocasto, che stimola la ghiandola pineale (la ghiandola produttrice di melatonina) ed equilibra gli ormoni sessuali. Inoltre, il “dong quai” o erba cinese della fertilità, che livella il tasso di estrogeni.

Importanza della nutrizione e gli interatori durante la gravidanza

È universalmente riconosciuto che un’alimentazione adeguata accelera il processo di recupero della madre dopo il parto. Di fatto,è stato dimostrato che un’alimentazione disordinata e priva di sostanze nutritive essenziali è un fattore predisponente per alcuni disturbi, tra cui la tossiemia gestazionale, la nascita prematura e l’anemia.

Vi sono una serie di cambiamenti metabolici che sono perfettamente descritti nei manuali di fisiologia della gravidanza e che coinvolgono con particolare enfasi i cicli ormonali. Questi cambiamenti sono caratterizzati dal comune denominatore di promuovere il trasferimento della maggior parte delle sostanze nutritive alla placenta con l’obiettivo di assicurare la copertura di un elemento dell’organismo che in quel momento richiede esigenze particolari: il feto e i suoi annessi.

In particolare, va notato l’aumento della secrezione di insulina da parte del pancreas, il cui scopo è quello di massimizzare i depositi di glicogeno e di grasso nella madre, che agiscono come riserve di energia.

Inoltre, si verifica un’esplosione del volume sanguigno, che provoca distorsioni nella composizione del sangue, in cui l’emoglobina, le proteine del siero così come le vitamine idrosolubili vengono diluite, mentre i trigliceridi e i fattori di coagulazione vengono concentrati. Una conseguenza immediata di ciò è che si innesca la cosiddetta anemia fisiologica, con un livello di emoglobina inferiore alla soglia di 11 g/dl nel primo o terzo trimestre o di 10,5 g/dl nel secondo.

Una menzione particolare va fatta per la concentrazione di ferritina, una proteina la cui funzione è quella di immagazzinare ferro e rilasciarlo in modo controllato, che se scende al di sotto di 12 μg/l deve essere interpretata come un segno di esaurimento delle riserve di questo minerale.

Per quanto riguarda l’anemia, non va trascurata la vitamina B12, la cui presenza è essenziale per la formazione dei globuli rossi. Questo componente è generalmente presente nei prodotti di origine animale, preferibilmente pollo e carne rossa, ed è completamente assente negli ortaggi, da cui si evince che vegetariani e vegani sono costretti a prendere un integratore giornaliero che la contenga.

Se suddividiamo la gravidanza in fasi, possiamo dire che il primo trimestre è caratterizzato da una crescita fetale accelerata, il che significa che un deficit di una qualsiasi delle sostanze nutritive critiche può causare disturbi irreversibili. E sebbene il fabbisogno energetico della madre sia poco modificato, bisogna garantire alimenti che apportino una alta densità di questi nutrienti.

Nel secondo trimestre questa crescita persiste e i depositi grassi nella madre, destinati a garantire il futuro allattamento, si consolidano, motivo per cui le necessità energetiche subiscono un netto aumento se non di voler mettere a rischio la stessa. E, nel terzo trimestre, vi è un aumento della domanda di calorie e sostanze nutrienti, in generale, ma questa volta a causa della spinta sperimentata dallo sviluppo fisico del feto.

Durante la gravidanza, particolare attenzione deve essere prestata nell’ingerire la quantità di cibo effettivamente necessaria, evitando le abbuffate. Dobbiamo liberarci di falsi miti su diete speciali o restrittive, tranne nel caso di prescrizioni mediche basate su situazioni cliniche specifiche.

Ciò che è chiaro è che le donne le cui abitudini alimentari sono influenzate da vizi ricorrenti, come ad esempio non consumare latte, verdura o frutta, dovrebbero essere particolarmente attente nel seguire le raccomandazioni di questi alimenti. Pertanto, il cambiamento della dieta deve essere visto da un punto di vista piuttosto qualitativo.

L’energia necessaria durante la gravidanza è ottenuta principalmente da carboidrati e grassi, mentre le proteine sono utilizzate per formare tessuti e le vitamine e i minerali per consentire le reazioni metaboliche.

I carboidrati dovrebbero rappresentare circa la metà dell’energia fornita, garantendo sempre che i livelli di glucosio nel sangue siano mantenuti in equilibrio. In questo contesto, è importante sottolineare la necessità di mantenere l’equilibrio tra energia e proteine che i nutrizionisti stabiliscono come ideale, di cui il dato più rilevante che possiamo riflettere è che quando le proteine ingerite sono inferiori al 25% della quantità di kilocalorie, l’effetto atteso è che il peso del bambino sia più alto e, in cambio, minore rischio di morte neonatale.

È inoltre di grande interesse conoscere le conclusioni raggiunte da alcuni recenti studi dedicati alla ricerca sull’influenza degli acidi grassi polinsaturi, in particolare l’acido docosaesanoico (DHA), e degli aminoacidi essenziali nella dieta delle donne in gravidanza. Sembra che il massimo potenziale di sviluppo neurologico del feto si ottenga ottimizzando il ruolo di questi nutrienti nella dieta. Gli studi citati sono stati più specificamente proiettati sul DHA, dal quale sono giunti alla conclusione che esso ha riservato un ruolo essenziale nella sintesi dei fosfolipidi dal tessuto nervoso e dalla retina oculare.

Di conseguenza, gli esperti hanno stabilito che l’assunzione raccomandata di DHA dovrebbe essere vicina ai 200 mg/giorno, una cifra facilmente raggiungibile consumando pesce azzurro due volte a settimana.

La vitamina D, d’altra parte, non è solo un nutriente essenziale per la produzione di denti, tessuti e ossa vigorosi, ma svolge anche un ruolo riconosciuto nella prevenzione del temuto diabete. Il latte scremato e le uova sono fonti molto affidabili di questa vitamina e sono disponibili tutto l’anno.

Un ultimo capitolo è dedicato allo iodio. Il buon sviluppo del cervello del feto dipende, tra gli altri fattori, dalla buona salute della tiroide materna, i cui principali ormoni, la tiroxina e la triiodotironina, sono sintetizzati attraverso un processo metabolico in cui lo iodio è un fattore limitante. Questo spiega l’importanza di questo micronutriente nella dieta di una donna incinta, con la particolarità che l’Italia è caratterizzata da un deficit generalizzato, anche se moderato, di iodio.

Se l’alimentazione non garantisce un apporto sufficiente di questo minerale, il rischio di un bambino con ipotiroidismo o danni cerebrali irreversibili non è trascurabile. La soglia da raggiungere affinchè ciò non accada è di ingerire 200 microgrammi di iodio al giorno.

Bisogno di nutrienti nella gravidanza

Linee guida alimentari per la gravidanza

  • Seguire una dieta varia ed equilibrata fornisce l’energia e i nutrienti che salvaguardano la salute materna e lo sviluppo del feto.
  • Bere circa due litri di acqua al giorno.
  • Dividere l’assunzione di cibo nei tre pasti principali (colazione, pranzo e cena), a cui sarà aggiunto uno spuntino composto da frutta intera o frullata e latte o prodotti a base di latte.
  • Eliminare il consumo di alimenti animali crudi. In particolare, le uova crude o leggermente cotte possono essere contaminate da Salmonella e carni scarsamente cotte dal Toxoplasma. Evitare, per quanto possibile, maionese fatta in casa, cheesecake e mousse.
  • Formaggi cremosi come brie, camembert e gorgonzola, così come i paté, sono alimenti con una certa probabilità di contenere i batteri Listeria, una delle cause di aborto e meningite nel bambino.
  • Va da sé che l’alcool, il tabacco e le droghe devono essere eliminati. Con il loro consumo si può ritardare la crescita e si possono causare anomalie oculari e osteoarticolari, oltre a deficienze mentali o malformazioni.
  • Per quanto riguarda il caffè, sembra abbondantemente dimostrato che la caffeina sia in grado di attraversare la placenta alterando le funzioni chiave del corpo del bambino, per cui si deve eliminare o ridurre al minimo.
  • Rispetta il consiglio di lavare molto bene frutta e verdura mangiate crude e/o con la buccia.
  • Moderare il consumo di sale, che è presente in quantità sconsigliate in tutti i tipi di alimenti lavorati come conserve, insaccati, salse…
  • Arricchire la dieta in alimenti fibrosi, poiché i suoi effetti positivi sono stati dimostrati nel contenimento di sovrappeso, ipertensione, diabete gestazionale, stitichezza, ecc. Quest’ultima è molto comune nelle gravidanze, quindi l’assunzione di fibre dovrebbe essere aumentata ad almeno 35 grammi al giorno.

Integratori nutrizionali durante la gravidanza

Anche se non c’è dubbio che il bisogno di vitamine aumenti durante questo periodo, non dobbiamo essere ossessionati da ciò ed iniziare un consumo compulsivo di queste, perché contrariamente a quanto si può pensare, un abuso di alcune vitamine può essere controproducente, e in questo campo deve essere evidenziata la vitamina A, che provoca gravi disturbi se consumata in eccesso (infatti, esiste una malattia nutrizionale chiamata ipervitaminosi A).

In ogni caso, occorre tenere presenti due questioni importanti:

  • Gli integratori che offrono una maggiore sicurezza alimentare sono quelli progettati specificamente per le donne in gravidanza, in quanto si prevede che forniscano un migliore equilibrio fra i nutrienti.
  • I preparati multivitaminici non devono mai sostituire una dieta sana. La cosa prudente da fare è concepire una dieta basata sul fatto che la natura fornisce sufficienti alimenti, come frutta e verdura, per coprire una grande varietà di sostanze nutritive, oltre alle vitamine, che sono assenti nella maggior parte degli integratori. In ogni caso, la prassi abituale dovrebbe essere quella di consultare il proprio medico sulla decisione più sensata.

Se apriamo l’analisi di quello che può essere una integrazione in gravidanza, è interessante soffermarsi a un gruppo di prodotti:

  • Il lievito di birra è molto ricco di vitamine del complesso B come tiamina, niacina e riboflavina, e anche del minerale selenio ed è quindi particolarmente adatto per le donne in gravidanza.
  • Il cromo può essere interessante da integrare, in quanto svolge un ruolo nel contribuire a stabilizzare i livelli di glucosio, che come sappiamo sono un fattore critico nella minaccia del diabete gestazionale. Come riferimento, le donne incinte hanno bisogno di circa 30 microgrammi di cromo al giorno.
  • Zenzero fresco: fornisce ferro e vitamina C, che aiutano alla formazione del sistema immunitario del feto, e acido folico, di cui abbiamo discusso a lungo. Una caratteristica aggiuntiva che lo rende attraente è che sembra avere la capacità di ammortizzare i capogiri al mattino, optando per quantità moderate come una porzione di tè allo zenzero.
  • Il nigari o cloruro di magnesio può essere pratico un mese dopo il parto, essendo consumato nella misura di 400 milligrammi al giorno in due assunzioni, poiché, tra gli altri effetti positivi, previene le contrazioni prima della 35a settimana, facilita la motilità intestinale e previene l’eclampsia causata da ipertensione durante la gravidanza.

Integratori Alimentari durante la Gravidanza

Il medico può suggerire l’integratore più appropriato per la donna incinta a seconda delle sue esigenze e/o circostanze. Va fatto notare che è possibile mettere in pericolo la salute del bambino adottando quantità inadeguate di vitamine sintetiche.

Integratori per la gravidanza

Le seguenti raccomandazioni devono essere preventivamente controllate dal medico curante che segue la gravidanza prima di essere assunte

Le vitamine prenatali sono il complemento di una dieta sana, non un sostituto di una buona alimentazione, poiché le vitamine prenatali non soddisfano necessariamente il 100% del fabbisogno vitaminico e minerale.

Integratori per la Gravidanza

Assumere questi integratori prima del concepimento significa assumere una posizione responsabile nei confronti della salute del vostro bambino, evitando così future complicazioni dello sviluppo.Quali integratori durante la gravidanza

Per quelle donne con certi problemi o patologie e sempre sotto supervisione medica, possono seguire le seguenti raccomandazioni sugli integratori durante la gravidanza

Infine, per coloro che sono determinati a intraprendere la ricerca di una gravidanza, si consiglia di consultare un medico professionista che fornirà le indicazioni specifiche per ogni caso, dopo una valutazione clinica.

Migliori Integratori per la Gravidanza

  • Acido FolicoAcido folico in gravidanza

    L’acido folico è forse una delle vitamine più importanti da assumere prima e durante la gravidanza. L’acido folico è importante non solo per la normale sintesi del DNA e la replicazione cellulare, ma può anche ridurre drasticamente il rischio di avere un bambino con gravi difetti del tubo neurale, come la spina bifida o l’anencefalia.

  • Omega 3

    È un acido grasso molto benefico per l’organismo umano, ma si accentuano le sue qualità durante la gravidanza. All’interno del complesso degli acidi grassi Omega-3, ce n’è uno particolarmente importante, il DHA o acido docosaesaenoico. La differenza con altri acidi che appartengono a questo gruppo è che il DHA si trova negli oli di pesce azzurro come il tonno o lo sgombro. Poiché si tratta di un acido grasso essenziale, il che significa che il corpo non lo produce da solo, ma dev’essere ingerito attraverso alimenti o integratori alimentari.

    L’assunzione di un integratore di Omega-3 prima e durante la gravidanza riduce significativamente la possibilità di parto prematuro. Inoltre, è stato dimostrato che i bambini nati da madri che avevano coperto la quantità necessaria di questo acido grasso, hanno un migliore sviluppo cognitivo, della vista e del sistema nervoso in generale. È utile anche nella prevenzione dell’ipertensione nelle donne in gravidanza, in quanto gli oli marini aiutano a restringere i vasi sanguigni.

  • FerroFerro in gravidanza

    Il ferro è necessario per costruire l’emoglobina. L’emoglobina è necessaria per aiutare a trasportare l’ossigeno nel sangue del corpo sia per la madre che per il bambino. Avere abbastanza ferro è particolarmente importante durante l’ultimo trimestre, quando il feto si affida alle riserve di ferro della madre, per cui è particolarmente importante che la madre abbia abbastanza ferro per lei e per il bambino.

  • Calcio

    Il calcio in gravidanza

    È un fatto risaputo che il calcio è necessario (scopri qui la sua importanza), per promuovere la salute cardiovascolare, un corretto sviluppo dei tessuti del feto e una corretta capacità di coagulazione del sangue. Il neonato durante la crescita ha bisogno di una quantità considerevole di calcio per svilupparsi. Se la gestante non consuma sufficiente calcio per mantenere le necessità nel neonato in sviluppo, il corpo prenderà il calcio dalle ossa, diminuendo la massa ossea e provocando osteoporosi.

  • Vitamina D

    Vitamina D in gravidanza

    Il corpo ha bisogno della vitamina D per mantenere i livelli adeguati di calcio e fosforo, che aiutano a rinforzare le ossa e i denti del neonato. La carenza di vitamina D durante la gravidanza può causare ritardo nella crescita e deformazioni scheletriche.

    Può avere un impatto anche sul peso alla nascita. La dose di vitamina D durante la gravidanza, il bebè può presentare una carenza di questa vitamina alla nascita. Questo può esporlo al rischio di soffrire di rachitismo (che può condurre a fratture e deformazioni), alla crescita anormale delle ossa e allo sviluppo fisico ritardato e i risultati possono essere di lunga durata.

    I ricercatori credono che una carenza di vitamina D durante la gravidanza possa influenzare lo sviluppo osseo e la funzione immunitaria dalla nascita fino all’età adulta. Una carenza di vitamina D è stata legata anche con un maggior rischio di complicazioni durante la gravidanza, includendo la preeclampsia e una maggiore probabilità di aver bisogno di un parto cesareo.
  • Zinco

    Zinco in gravidanza

    Necessario per la produzione, la riparazione e il funzionamento del DNA, mappa genetica del corpo ed è un componente basilare delle cellule. Pertanto, ottenere abbastanza zinco è particolarmente importante per la rapida crescita cellulare che si verifica durante la gravidanza. Questo minerale essenziale aiuta anche a mantenere un sistema immunitario sano, a mantenere il gusto e l’olfatto e a guarire le ferite.

    Carenze di zinco sono poco frequenti, ma gli studi vincolano una carenza di sinco ad aborto involontario, tossiemia, basso peso alla nascita e altri problemi durante la gravidanza, il parto e l’allattamento
  • Vitamina B6

    Vitamina B6 in gravidanza

    La vitamina B6, anche conosciuta come piridossina, aiuta il corpo a metabolizzare le proteine, grassi e carboidrati. Aiuta anche a formare nuovi globuli rossi nel sangue, anticoerpi e neurotrasmettitori ed è vitale per lo sviluppo del cervello del bebè e del sistema nervoso.

    Le ricerche mostrano che la vitamina B6 aggiuntiva può alleviare le nausee o vomiti in alcune donne durante la gravidanza, sebbene nessuno sappia scientificamente perchè funziona
  • Vitamina C

    Vitamina C in gravidanza

    La vitamina C, anche conosciuta come acido ascorbico, è essenziale per la riparazione dei tessuti, la cicatrizzazione delle ferite, la crescita ossea e la pelle sana. La vitamina C agisce come antiossidante, proteggendo le cellulae contro i danni dei radicali liberi.

    Tanto la madre como il bebè hanno bisogno di questa vitamina quotidianamente, è necessaria per produrre collagene, una proteina strutturale che è un componente della cartilagine, dei tendini, delle ossa e della pelle.

    Basandosi in studi su animali, alcuni ricercatori credono che la carenza di vitamina C nei neonati possa danneggiare lo sviluppo mentale. La vitamina C aiuta anche il corpo ad assorbire il ferro

Benefici dei Multivitaminici Prenatali

  • Aiutano a trasportare l’ossigeno nel sangue per la madre e il bambino
  • Ridurre il rischio di avere un bambino con gravi difetti del tubo neurale
  • Aiutano a ricevere i nutrienti che la madre non può ricevere dalle sue diete normali
  • Prevenire la perdita di densità ossea
  • Aiutano nella formazione del DNA normale nella crescita del feto

Beneefici delle vitamine per il feto

Nutrizione e integratori durante l’allattamento

Dopo il parto, inizia un periodo molto speciale nella vita di una donna: l’allattamento al seno. Se questa formula viene scelta volontariamente per alimentare il neonato e l’organismo non mostra ostacoli che ne impediscano la pratica, è necessario rivedere la dieta da seguire in questa fase.

In primo luogo, diremo che i fattori più influenti sulla stima delle esigenze nutrizionali di una donna che allatta sono la composizione e la quantità di latte che la sua ghiandola mammaria è in grado di produrre e il suo stato nutrizionale una volta che la gravidanza sia finita. Senza dubbio, l’allattamento è il periodo più critico in termini di fabbisogno nutrizionale, in quanto sia la quantità di latte secreto che la sua ricchezza in nutrienti essenziali sono condizionate dalla dieta.

Dal punto di vista del bambino, si tratta della prima parte della sua vita, in cui è strettamente dipendente dal latte materno per ricevere le sostanze nutritive che garantiscano uno suo sviluppo normale. La madre, da parte sua, comincia a perdere il peso in più che ha acquisito durante la gravidanza ma deve anche soddisfare rigorosamente le sue esigenze per ottenere un buon allattamento al seno.

Lo stato nutrizionale del bambino allattato esclusivamente con latte materno è determinato, tra l’altro, da due fattori: i depositi di sostanze nutritienti accumulati durante la fase intrauterina e la quantità e la biodisponibilità dei nutrieni apportati dal latte.

Ogni 100ml di latte prodotto (600-700ml al giorno) generano un consumo di circa 85 kilocalorie, la maggior parte delle quali deve provenire dall’apporto energetico della dieta, integrata logicamente dai residui accumulati, soprattutto durante il secondo trimestre di gravidanza.

Il fabbisogno proteico aumenta di 25g giornalieri, di cui almeno il 50 % deve essere di alto valore biologico, il che significa che siano ricche di amminoacidi essenziali, che sono quelli che l’organismo non è in grado di sintetizzare da solo.

Un nutriente per il quale l’allattamento al seno è particolarmente esigente è il calcio. Non dimentichiamo che circa 280mg di questo macrominerale per litro si perdono attraverso il latte, il che significa che il calcio fornito dalla dieta deve essere aumentato a 700mg rispetto al livello abituale.

Garantire livelli corretti di calcio significa ridurre il rischio di demineralizzazione delle ossa e un buon recupero osseo alla fine di questa fase.

Si raccomanda che spinaci, bietole, formaggio, yogurt e mandorle, tra gli altri alimenti, facciano parte del menu abituale.

Analogamente a quanto detto a proposito della gravidanza, lo iodio è un elemento essenziale, in questo caso per mantenere gli ormoni tiroidei del neonato a livelli ottimali e per un buon sviluppo neurologico. Questo si ottiene programmando un consumo di almeno 200 microgrammi al giorno.

Per quanto riguarda le vitamine, la vitamina A è particolarmente importante perché svolge un ruolo fondamentale nel sistema immunitario del bambino. In questo senso, la madre deve aumentare la dose giornaliera di questa vitamina di 500 microgrammi, una quantità che può coprire i 300-450 microgrammi di secrezione giornaliera di latte. In generale, tutte le vitamine idrosolubili richiedono un aumento del 30-50% rispetto a una donna non in allattamento.

Inoltre, per riprendersi dalle perdite di ferro durante e dopo il parto, la madre in allattamento richiede quantità significative di alimenti considerati fonti di ferro, come legumi, carni rosse, molluschi

I cereali, in particolare l’avena, sono alimenti di grande interesse per l’allattamento al seno, sia in fiocchi o insalate, così come il riso integrale, come contorno ai pasti.

È consigliabile contare su fonti indirette di serotonina, come il cioccolato fondente (che contiene almeno il 70% di cacao). I livelli ematici di questo neurotrasmettitore si abbassano spesso, e in molte occasioni danno questi segnali noti come “voglia di dolce”. Il cioccolato è ricco in triptofano, l’amminoacido da cui viene sintetizzata la serotonina.

Come strumento per combattere la temuta depressione post-parto e mitigare il dolore causato dal riadattamento dei tessuti, è consigliabile includere nella dieta sostanze antinfiammatorie naturali, come gli acidi grassi omega-3 e 6, che si possono trovare nei prodotti ittici grassi o semigrassi come acciughe, sgombri, tonni o salmoni.

Questa raccolta sulla nutrizione nell’allattamento non sarebbe completa senza una menzione del ruolo degli acidi grassi DHA nello sviluppo neurologico del bambino alimentato con latte materno. È ormai dimostrato che i bambini che seguono questo sistema di alimentazione presentano differenze significative rispetto agli altri in diversi test di screening neurologico, la cui causa è direttamente correlata alle madri il cui latte contiene alte concentrazioni di questa sostanza. La comunità scientifica ha stabilito, come standard per ottenere un aumento della concentrazione di DHA nel latte materno, un consumo di oltre 200mg/kg al giorno.

E soprattutto, non bisogna dimenticare di bere molto liquido, soprattutto acqua, anche se non è male completarla, per appagare il palato, con succhi naturali, infusi, ecc, ma evitando le bevande stimolanti ricche di caffeina o teina.

Se la dieta della madre è equilibrata, non c’è motivo di aspettarsi una carenza nel bambino o di richiedere nessuna integrazione, forse solo nel caso dello iodio per i motivi già indicati (si raccomanda per le madri che allattano di prendere un supplemento giornaliero di 200 microgrammi di iodio). Tuttavia, il Comitato per l’Allattamento Materno, in Spagna, rileva alcune situazioni specifiche in cui alcuni micronutrienti possono essere compromessi e, di conseguenza, la qualità del latte:

  • Malnutrizione: caso più estremo in cui sono necessari integratori a base di ferro, zinco e vitamina C.
  • Anemia: richiede una integrazione di ferro e vitamina C.
  • Madri vegetariane: il loro rischio principale consiste nel creare carenza nel bambino di vitamine del gruppo B (con particolare rilevanza per B12) e calcio, per cui si consiglia la sua integrazione.
  • Madri adolescenti: a causa della loro immaturità organica, è indispensabile arricchire la dieta con calcio e vitamina D3 e integratori di ferro.
  • Quelle donne che hanno subito un intervento chirurgico per effettuare un bypass gastrico dovrebbero assumere integratori di vitamina B12.

Benefici degli Omega-3 per il Feto

  • La ricerca ritiene che gli acidi grassi omega-3 giochino un ruolo importante nello sviluppo neurologico e nello sviluppo del sistema oculare nelle prime fasi dell’embrione.
  • Un apporto carente nella dieta della madre influisce sull’esaurimento dei livelli di omega-3 della stessa, poiché, come detto sopra, questi nutrienti vengono utilizzati per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Questo contributo rimane elevato anche quando si produce latte materno.
  • Così, l’aggiunta di acidi EPA e DHA alla dieta della donna incinta avrà un effetto positivo sullo sviluppo della vista e cognitivo del nuovo essere, oltre ad aumentare e rafforzare il suo sistema immunitario, rendendolo meno soggetto a possibili allergie.
  • Allo stesso modo, con il giusto equilibrio di acidi grassi essenziali, si possono evitare circostanze di nascita prematura e diminuzione del rischio di preeclampsia.

Fonti alimentari di omega 3

Consigli sugli Omega-3 durante la Gravidanza

Fonte di Acidi Grassi

Durante la gravidanza è molto importante osservare la fonte di provenienza degli acidi grassi. In questo caso, il pesce stesso può avere livelli inadeguati di contaminazione, in particolare di metalli pesanti come il mercurio, che si accumula nel pesce durante la sua vita. Ciò si rifletterà nel pesce azzurro, come il tonno o il salmone. In alternativa, gli acidi grassi sono presentati in softgel o in formato perla, contenenti olio di pesce nella somministrazione specifica da assumere senza questo rischio.

Liberi da Elementi Tossici

Durante la preparazione dell’olio di pesce, gli elementi tossici vengono eliminati mediante i processi di raffinazione. In questo caso, si consiglia di scegliere la marca del prodotto che specifichi nella sua etichetta il processo al quale è stato sottoposto, producendo un prodotto purificato e avvertendo che non contiene queste sostanza nocive.

Caratteristiche del Softgel

L’odore del prodotto deve essere caratteristico di pesce, e un test per specificare questo punto è quello di tagliare una capsula o un softgel e controllare che effettivamente odori di mare, altrimenti si tratterebbe di un prodotto rancido o inadatto al consumo. Questo vale anche per il gusto, e sarà frequente che in qualche occasione, dopo aver ingerito l’olio di pesce, dopo la digestione abbiamo un retrogusto di pesce.

La ISSFAL (la Società Internazionale per lo Studio degli Acidi Grassi e i Grassi) ha stabilito come raccomandazione, che le donne incinta e in periodo di allattamento, debbano apportare una quantità giornaliera minima di 300-500mg di DHA.

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Valutazione Vitamine per Donne Incinta

Prima della Gravidanza - 100%

Dopo la Gravidanza - 100%

Acido Folico - 95%

Efficacia - 100%

99%

Valutazione HSN: 5 /5
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Su Alberto Ricón
Alberto Ricón
Alberto Ricón è specialista in nutrizione ed igiene alimentare con ampia esperienza nel settore. Lavora come Tecnico di Salute Alimentare nella Comunità di Castiglia La Mancia.
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