Oggi parliamo degli alimenti iperpalatabili e del loro “pericoli”.
Indice
Cosa significa che un Alimento ha un’Alta Palatabilità?
La parola palatabilità si utilizza per alludere alla qualità di un alimento, il quale risulta gradevole al palato.
Gli alimenti ad alta palatabilità, contengono nella loro composizione una percentuale elevata di zuccheri, grassi, sale e farina. Hanno la particolarità di creare dipendenza nella persone, una volta che sperimentano il piacere di provarli.
Allo stesso modo che le droghe, gli alimenti altamente palatabili attivano sostanze chimiche nel nostro cervello che provocano una sensazione di piacere e di soddisfazione, che potrebbe avere come conseguenza il consumo compulsivo degli stessi.

Questo si deve al fatto che provocano una sensazione di bisogno quando assunti diverse volte senza mai arrivare al senso di sazietà.
La palatabilità è legata al funzionamento delle vie di gratificazione e ricompensa nel cervello.
Identificare gli iperpalatabili
Il consumo incontrollato di alimenti ad alta palatabilità da parte di un’importante settore della popolazione che soffre di problemi di obesità e sovrappeso, per esempio, ha attirato l’attenzione dei ricercatori nel campo della Nutrizione e della Salute.
Si parte dalla premessa che senza una definizione concreta, sarà impossibile monitorare i problemi di dipendenza delle persone verso consumo di cibi ad alta palatabilità, da un punto di vista clinico.
Hyper-palatable food
In questo ordine delle cose, un recente studio pubblicato dalla rivista “Obesity”, elaborato dalla professoressa Tebra Fazzino e altri collaboratori del Centro Cofrin Logan per la Ricerca e il Trattamento delle Dipendenze, affiliato all’università del Kansas, rivela importanti scoperte per quanto riguarda la composizione degli alimenti che sono catalogati come ad alta palatabilità o iperpalatabili.

Nello specifico, hanno scoperto che il fattore determinante è la sinergia tra gli ingredienti presenti in un alimento, ed è questo che li rende più appettitosi.
Quali sono gli alimenti ad Alta Palatabilità?
Tale sinergia si raggruppa in tre combinazioni:
- Grassi e sodio, presenti negli hotdog, pizza e bacon;
- Grassi e zuccheri semplici, frequenti nei dolci, merendine e gelati;
- Carboidrati e sodio, dei biscotti salati, patatine fritte e pop-corn.
Analogamente, la proporzione di ogni componente nelle categorie è la seguente:
- Grassi e sodio (> 25% kcal di grassi, ≥ 0,30% di sodio in peso);
- Grassi e zuccheri semplici (> 20% kcal di grassi,> 20% kcal di zuccheri);
- Carboidrati e sodio (> 40% kcal di carboidrati, ≥ 0,20% di sodio in peso);
È stato anche dimostrato che il 5% degli alimenti ad alta palatabilità sono prodotti commercializzati come a basso contenuto di grassi, zuccheri, sale o calorie.
Un altro dato rilevato nello studio è che il 62% degli alimenti consumati negli Stati Uniti entra in una delle ategorie applicate per determinare gli alimenti iperpalatabili.
Pericoli del consumo di Alimenti Iperpalatabili
Il gusto degli alimenti è uno dei principali attributi per determinare la nostra scelta nell’acquisto.
Meno nutritivi
Frequentemente, scegliamo di non consumare prodotti nutritivi perché non hanno questa caratteristica sensoriale che stimola l’appetito.
Meno sazianti
La miscela dei composti presenti negli alimenti ad alta palatabilità attiva le risposte del sistema di ricompensa del nostro cervello e ci porta a mangiare senza controllo, ignorando i segnali di sazietà.
Creano dipendenza
Il consumo di questo tipo di alimenti crea dipendenza, fattore che svolge un ruolo importante nello sviluppo di obesità e sovrappeso.

In molti casi, ingeriamo questi alimenti durante incontri sociali.
Danno psicologico
L’aspetto peggiore in questi casi è che la persona dipendente dal cibo generalmente presenta difficoltà ad interrompere questo comportamento e di conseguenza cade in vortice di depressione e rottura delle relazioni sia familiari che sociali.
In questo modo il danno provocato è sia fisico che psicologico.
Misure da adottare
Nella maggior parte dei casi gli effetti negativi legati al consumo di alimenti iperpalatabili si manifesta a lungo termine.
È per questo motivo che molte persone impiegano molto tempo per rendersi conto del danno che provocano, e dopo risulta più difficile eliminare le cattive abitudini alimentari.
Per evitare questa situazione, uno degli aspetti più importanti è educare la popolazione a informarsi sui rischi impliciti legati al consumo di questo tipo di alimenti a scapito di altri.
Sia il personale medico come il pubblico in generale deve prestare attenzione ad alcune combinazioni che rendono i pasti più gradevoli al palato, ma che possono condannarci a mangiare in modo eccessivo.

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Quali ingredienti evitare?
Glutammato monosodico
Si tratta di un esaltatore di sapidità che inbisce la sensazione di sazietà e induce a mangiare compulsivamente, oltrepassando le proprie necessità e capacità.
Zucchero
Gli zuccheri nei pasti sono nocivi in quanto non vengono metabolizzati allo stesso modo che quelli contenuti naturalmente negli alimenti.

Sono stimolanti, e creano dipendenza.
Grassi animali e oli di semi
Si consiglia di consumare alimenti con olio di oliva vergine e grassi vegetali allo stato naturale, senza sottoporli ad alte temperature.
Eri al corrente di questo aspetto degli alimenti?
Fonti Bibliografiche
- “Tratado de Nutrición” Tomo III. Nutrición Humana en el Estado de Salud. Ángel Gil.
- “Factores asociados con sobrepeso y obesidad en el ambiente escolar” Guillermo Meléndez
- “Bases de la alimentación humana” Víctor Manuel Rodriguez Rivera y Edurne Simón Magro
- “Química y bioquímica de los alimentos II” Josep Boatella Riera, Rafael Codony Salcedo y Pedro López Alegret.

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