Non ti sei mai chiesto da dove viene la forza che ti permette di muovere i pesi in palestra? Impara a conoscere il tuo corpo e scopri da cosa dipende la forza
Indice
Cos’è la Forza Muscolare?
È la forza massima che può essere generata da un muscolo o da un gruppo di muscoli.

Ad esempio, nel sollevamento di pesi massimi in bench press, sarebbe il peso massimo che un soggetto può sollevare per completare un’unica ripetizione (ripetizione massima o 1RM).
Fattori Muscolari
Dimensione del muscolo
Un maggiore volume muscolare (di un soggetto) in principio non suppone un maggior numero di fibre muscolari (negli animali è stata verificata questa possibilità, ma negli esseri umani non è chiaro), bensì una maggiore dimensione di ciascuna delle fibre già disponibili all’atleta dalla nascita.

I muscoli possono aumentare a costo di elementi che possono generare tensione e di altri che non sono in grado di generarla. Di conseguenza, il volume muscolare non è proporzionale alla forza che si può generare, anche se sarà necessario un certo volume per poter generare una forza elevata.
Velocità di esecuzione del movimento
Si tratta di un fattore che dipende da quello precedente, dato che il numero di fibre rapide posseduto da un atleta è fondamentale per poter generare più forza nei movimenti rapidi. Quanto più veloce è un movimento, meno fibre saranno in grado di attivarsi per generarlo e meno forza verrà prodotta.
Esempio
Due soggetti possono avere la stessa forza massima e, tuttavia, uno può essere un ottimo lanciatore del peso e l’alto può non riuscire a qualificarsi alle finali locali. La ragione di tale differenza è dovuta alla capacità del primo soggetto di applicare molta forza a movimenti molto rapidi; nel secondo caso, invece, anche se il soggetto può applicare molta forza in movimenti lenti, quando questi diventano rapidi l’applicazione si riduce notevolmente perché vengono attivate meno fibre rapide o perché sono meno sviluppate.
La lunghezza iniziale del muscolo
Quando un muscolo si estende più della lunghezza di riposo (circa 20% in più), in quel momento dispone della massima quantità di ponti trasversali in cui la miosina può agire sull’actina e di conseguenza si produce la massima estensione volontaria. Man mano il muscolo si estende, diminuiscono i ponti di actina-miosina e di conseguenza si riduce la capacità di produrre forza da parte della massa che si contrae.

Questa è una delle ragioni per cui i velocisti partono da una posizione flessa.
L’angolo dell’articolazione
In base alla posizione dell’articolazione, il muscolo avrà un grado di estensione che gli permetterà di avere più o meno ponti di actina e miosina potenzialmente attivi, e inoltre il muscolo avrà un angolo di trazione sull’osso il cui punto ottimo avrà la massima generazione di forza sulla resistenza mobilitata.

Se sosteniamo un manubrio da 20kg, in base alla sua posizione, dovremo generare più o meno forza nonostante il fatto che il manubrio pesi sempre 20kg.
Fattori Nervosi: Reclutamento di Unità Motorie
Secondo la maggior parte degli autori, il reclutamento delle unità motorie segue la legge di Henneman.
Principio della dimensione
- Prima si reclutano i motoneuroni di dimensioni più piccole, che sono anche i più lenti; così per muovere un carico leggero verranno attivate prima le fibre lente o di tipo I che sono quelle che richiedono una frequenza di stimolo del neurone più bassa.
- Se il carico aumenta e, quindi, viene richiesto di applicare più forza, bisogna attivare oltre alle fibre lente anche quelle rapide o tipo IIa, che hanno bisogno di una frequenza di stimolo più alta di quella delle cellule precedenti.
- Infine se il carico da spostare è molto elevato, per poterlo spostare bisogna attivare anche le fibre llb che necessitano di una frequenza di stimolo più elevata.
Frequenza di attivazione delle unità motorie
Le unità motorie non si attivano all’unisono e lo fanno solo per raggiungere lo sforzo massimo: nelle contrazioni submassimali, alcune unità motorie sono a risposo, mentre altre producono la forza necessaria.

Le unità motorie attive e a riposo si scambiano frequentemente i ruoli in modo da evitare l’affaticamento.
Frequenza di attivazione delle fibre
Anche se è possibile ottenere una maggiore produzione di forza aumentando le unità motorie attive contemporaneamente, è possibile generarla anche facendo in modo che ogni unità motoria attiva produca più tensione.

Ciò si ottiene incrementando la frequenza di scarico prodotta dal nervo motorio.
Coordinazione intermuscolare
Ci riferiamo al concetto comunemente noto come coordinazione motoria, cioè la partecipazione adattata in tempo ed intensità dei muscoli agonisti e antagonisti che intervengono in un gesto sportivo.
In soggetti non allenati, un allenamento con carichi produce un aumento della forza non solo in base a un aumento dell’attivazione dei muscoli agonisti, ma anche alla relazione fra questi e quelli antagonisti.
Fusi muscolari
Questo recettore sensoriale propriocettore ha la funzione di inibire la muscolatura antagonista al movimento prodotto e ciò avviene mediante il rilassamento di tale muscolatura affinché il movimento possa essere prodotto in modo efficiente.

Riflesso Miotatico ed Elasticità Muscolare
La forza generata da un muscolo è nettamente superiore, se prima della contrazione esso è sottoposto a un rapido stiramento. Una parte di questo aumento della forza può essere generato dal riflesso miotatico e un’altra parte dall’elasticità muscolare.
Riflesso Miostatico
Quando un muscolo viene stirato bruscamente e immediatamente contratto in un tempo inferiore a 200ms, con tale stiramento le fibre del fuso muscolare sono anch’esse stirate e inviano immediatamente uno stimolo di contrazione.

Elasticità Muscolare
Si intende la capacità del muscolo di recuperare il grado di estensione iniziale dopo lo stiramento.
Quando un muscolo si stira, si stirano il muscolo stesso e il suo tessuto connettivo, e si crea un accumulo di energia elastica che verrà restituita con la contrazione concentrica del muscolo, il che aumenta l’intensità della forza.
Questa energia potenziale che si accumula con lo stiramento muscolare provoca un plus di forza, se il periodo di passaggio tra le fasi eccentrica e concentrica è breve, altrimenti tale plus verrà dissipato sotto forma di calore. Inoltre, la quantità di energia elastica immagazzinata dipende dalla forza sviluppata alla fine dello stiramento, dalla lunghezza dello stiramento, ecc.
Bibliografia
- Barbier, Miguel. La Fuerza y la musculación en el deporte. Sistemas de entrenamiento con cargas. Madrid: Librerías Deportivas Esteban Sanz, 2000. Print.

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