Norvalina: potenziatore dell’ossido nitrico

Norvalina: potenziatore dell’ossido nitrico

In molte occasioni, si cercano integratori sportivi che garantiscano una maggiore vascolarizzazione e ossigenazione del tessuto muscolare. Chi utilizza questi prodotti sa che l’ossido nitrico (NO) è una molecola chiave per raggiungere questo obiettivo.

La citrullina, la arginina e i nitrati, questi ultimi presenti nei succhi e negli estratti di barbabietola o di altre verdure, o in sali come il nitrato di sodio, sono le forme più diffuse per stimolare la sintesi di NO.

L’ossido nitrico non solo aumenta la capacità di trasportare l’ossigeno al muscolo, ma anche l’apporto di nutrienti e l’eliminazione delle sostanze di scarto, fattori fondamentali per aumentare il nostro potenziale.

È qui che entra in gioco la Norvalina che, come vedremo, ha il potenziale di aumentare indirettamente i livelli di NO (Ossido Nitrico) nell’organismo

Cos’è la Norvalina?

La norvalina o L-Norvalina è un isomero aminoacidico della valina, uno dei 3 aminoacidi a catena ramificata o BCAA.

Ciò significa che si tratta di molecole che hanno la stessa composizione, ma una diversa disposizione degli atomi che le compongono, cioè una struttura diversa.

Struttura molecolare

Formula chimica e struttura: Norvalina VS Valina

Pur essendo un aminoacido, non forma le proteine. Non è essenziale, il che significa che il nostro corpo è in grado di produrla. Il suo aspetto è quello di una polvere bianca, solubile in acqua.

Arginasi Vs. NO sintasi

L’arginina, come già detto, è nota per il suo ruolo di precursore dell’ossido nitrico (NO). Esistono molti integratori a base di arginina, che vengono consumati da chi cerca una maggiore vasodilatazione e ossigenazione della muscolatura.

Tuttavia, molti studi hanno dimostrato che l’arginina non è molto efficace nell’aumentare i livelli ematici di NO. Ma perché?

La prima cosa da capire è che l’arginina può essere metabolizzata da due enzimi, dando origine a composti diversi. Questi due enzimi sono l’arginasi e l’ossido nitrico sintasi (NO sintasi). Come suggerisce il nome, quest’ultimo enzima è responsabile della formazione di ossido nitrico.

Pertanto, ci interessa diminuire l’attività dell’arginasi e aumentare quella dell’ossido nitrico sintasi.

Alcuni autori suggeriscono che l’aumento dei livelli di arginina, ad esempio attraverso l’integrazione, stimoli l’espressione e/o l’attività dell’enzima arginasi, che produce ornitina e urea dall’arginina.

Questo è importante perché, se l’arginina viene scomposta in ornitina e urea, non sarà disponibile per l’altro enzima in questione, la NO sintasi.

Struttura

Quest’ultima produce NO a partire dall’arginina e, logicamente, maggiore è l’attivazione dell’arginina e maggiore è la disponibilità di arginina, maggiore è la formazione di NO.

Gli integratori precursori dell’ossido nitrico sono particolarmente indicati per le attività intense e di resistenza. Inoltre, la combinazione con la creatina può migliorare notevolmente i risultati. Leggi

Cosa c’entra la norvalina?

La norvalina agisce come inibitore dell’enzima arginasi, impedendo la scomposizione dell’arginina in ornitina e urea, rendendola disponibile per l’azione della NO sintasi.

Si conseguenza, la produzione di NO aumenta.

Per questo motivo la norvalina è spesso presente nelle formulazioni destinate al consumo pre-allenamento. L’NO aumenta la vascolarizzazione dei tessuti, favorendo il trasporto di ossigeno e di sostanze nutritive ai tessuti e consentendo un’eliminazione più efficiente delle sostanze di scarto.

Formazione

Tutto questo è importante per ottenere le massime prestazioni sia in gara che in allenamento.

La norvalina potrebbe essere utilizzata insieme all’arginina per aumentarne la disponibilità e risolvere i problemi, o gran parte di essi, per i quali si dice che l’integrazione di arginina non sia il modo più efficiente per migliorare le prestazioni.

Potenziali benefici del consumo di L-Norvalina

Salute Cardiovascolare

A livello vascolare, la scarsa produzione di NO associata a un’eccessiva stimolazione dell’arginasi porta a un minore rilassamento dei vasi sanguigni, a un aumento della loro rigidità e ad adattamenti che riducono il diametro entro il quale può passare il flusso sanguigno, come l’iperplasia delle cellule muscolari che compongono il vaso.

Tutto ciò agisce in modo negativo, favorendo lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

vasi sanguigni

Oltre al suo potenziale come aiuto ergogenico, l’inibizione dell’enzima arginasi può essere utile in alcuni contesti medici.

In modelli sperimentali, l’inibizione dell’arginasi sembra essere positiva nel trattamento dell’ipertensione.

Inoltre, una maggiore disponibilità di arginina, promossa dall’integrazione di arginina o citrullina, riduce gli effetti della nemia falciforme o dell’anemia drepanocitica, una malattia in cui i globuli rossi muoiono prematuramente.

Per il diabete

Il diabete è un’altra malattia in cui sembra esserci una sovrastimolazione dell’enzima arginasi, con conseguente minore contrattilità delle pareti dei vasi sanguigni e, in ultima analisi, una peggiore funzione vascolare. In questo modo, la disfunzione del sistema circolatorio si verifica anche in situazioni di obesità, anche a causa di uno stato pro-infiammatorio e pro-ossidativo.

Questi processi aumentano l’attività dell’arginasi e il trattamento con inibitori di questo enzima in modelli animali ha dimostrato di prevenire queste complicazioni.

Altre malattie

L’arginasi è sovrastimolata anche nell’aterosclerosi, una complicazione cardiovascolare caratterizzata dalla formazione di placche che ostruiscono il flusso sanguigno.

Anche a livello renale, l’eccesso di attività dell’arginasi può contribuire allo sviluppo di patologie renali, ma non è stato dimostrato che l’integrazione di arginina o citrullina migliori la disponibilità di NO e riduca i marcatori di danno renale.

Alcuni studi hanno dimostrato che in malattie come la sclerosi multipla o il morbo di Alzheimer, l’inibizione potrebbe essere benefica, poiché è stato osservato che in entrambe le condizioni sembra esserci una sovrastimolazione dell’arginasi.

IMPORTANTE: se si soffre di malattie cardiovascolari, è necessario consultare uno specialista prima di assumere la norvalina o qualsiasi altro integratore come la citrullina, l’arginina o i nitrati, poiché possono avere effetti potenzianti o inibitori su alcuni farmaci.

Quali sono i principali svantaggi dell’assunzione di Norvalina?

Sebbene la teoria possa incoraggiare l’assunzione di norvalina, esistono a malapena studi sull’uomo che ne dimostrino l’efficacia, soprattutto nello sport.

Conclusioni

La norvalina è un aminoacido che agisce come soppressore dell’arginasi, l’enzima responsabile della scissione dell’arginina in ornitina e urea. Ciò rende disponibile una maggiore quantità di arginina per sintetizzare l’ossido nitrico, una molecola nota per i suoi effetti vasodilatatori e che potrebbe svolgere un ruolo importante nelle prestazioni sportive.

Attualmente non c’è molta letteratura sull’argomento, ma, dato il suo meccanismo d’azione, sembra piuttosto interessante in termini di combinazione con arginina, citrullina e/o nitrati.

Fonti

  1. https://pubchem.ncbi.nlm.nih.gov/compound/norvaline#section=Top
  2. https://www.dietspotlight.com/l-norvaline/
  3. Caldwell et al., (2018). Arginase: a multifacet enzyme important in health and disease.
  4. El-Bassossy et al., (2012). Arginase inhibition alleviates hypertension associated diabetes: effect on endothelial dependent relaxation and NO production.
  5. Durante et al., (2007). Arginase: a critical regulator of nitric oxide synthesis and vascular function.
  6. Hunter & Downs (1944). The inhibition of arginase by amino acids.

Articoli correlati

Content Protection by DMCA.com
Su Carlos Sánchez
Carlos Sánchez
Ti presentiamo il nostro autore Carlos Sánchez, laureato in Nutrizione Umana e Dietetica. Tutte le sue azioni sono supportate dalla scienza.
Controlla Anche
Teacrina, la prossima caffeina?
Teacrina, la prossima caffeina?

Ti raccontiamo tutto sulla Teacrina, una sostanza considerata una nuova forma di caffeina, anche se …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Esonero di Responsabilità
Questo blog non è destinato a dare consigli o trattamenti medici né a fare diagnosi mediche. Consulta con il tuo dottore e/o professionista sanitario per qualsiasi tema riguardante la salute. La finalità della redazione degli articoli di questo blog è puramente informativa, non vuole cercare di sostituire nessuna diagnosi o trattamento medico. Tutti gli articoli del blog sono opinioni dei suoi rispettivi redattori, e in nessun caso HSN condiziona il tema sul quale gli autori scrivono, il contenuto e le affermazioni in essi contenuti.
N. di Registro Sanitario: 26.11001/GR
N. di Registro Sanitario: 40.048706/GR
N. di Registro Sanitario: 26.017818/O