Esposizione Solare – Scopri i Benefici per la Salute

Esposizione Solare – Scopri i Benefici per la Salute

Quali sono i benefici dell’Esposizione Solare? Per quanto tempo è raccomandabile prendere il Sole? Analizziamo ciò che dice la scienza su questo argomento

Sole, Nemico o Alleato?

Le autorità sanitarie di tutto il mondo mettono in guardia dai pericoli del sole e raccomandano di evitare o ridurre l’esposizione all’energia emanata dalla nostra stella

La giustificazione alla base di tali raccomandazioni ricade sul foto invecchiamento e il rischio sempre maggiore di cancro alla pelle.

Ma le cose non sono così facili. Nella medicina e nella Salute, non lo sono quasi mai.

Dall’altro lato, una letteratura scientifica in crescita ci mostra che l’esposizione moderata presenta molteplici benefici.

motivazione a perdere peso

Sì, tutti state pensando alla vitamina D, ma stiamo parlando di ben oltre di questa vitamina

Parleremo dei rischi e dei benefici dell’esposizione solare e di quelli credo che dovrebbero essere il messaggio e le raccomandazioni di Salute pubblica che le persone dovrebbero ricevere

Una prospettiva storico-evolutiva

Il primo uso medico del sole come terapia nacque nel 1919 quando la comunità scientifica si rese conto che la cosiddetta “terapia del sole” poteva curare il rachitismo, una malattia devastante che colpiva i bambini (1).

A questa scoperta empirica è seguita nel 1924 quella di un precursore lipidico che, presente nella pelle e nella dieta, poteva essere convertito dalla radiazione ultravioletta in un sostanza “antirachitica” (2).

Sì, si trattava della vitamina D e fu solo nel 1931 che è stata definita come tale.

Successivamente, negli anni ’60 è stata trovata la correlazione fra l’esposizione solare e diversi tipi di cancro, in particolare il cancro alla prostata, quello al colon-retto, quello alla mammella e si lanciò un’ipotesi:

Il sole o la vitamina D potrebbero essere il fattore di protezione nella variazione del rischio?

Sole per la pelle del viso

Da allora si ha parlato molto di questo tema e se vi interessa e volete approfondirlo, potete trovare ulteriori informazioni in questo articolo di qualche anno fa (3)

Più avanti, il dibattito della comunità scientifica si è concentrato sui rischi dell’esposizione solare e sull’uso delle protezioni solari, e fino a poco tempo fa questo è stato il tema predominante nella Medicina.

“Il sole fa male. Proteggiti”. Senza sfumature. Eppure ce ne sono. E tante…

Come potrebbe essere altrimenti? L’essere umano si è letteralmente evoluto sotto il sole

Il fatto che il nostro organo cutaneo disponga di meccanismi di difesa contro le radiazioni ultraviolette non fa altro che corroborare che ci siamo evoluti insieme al sole e che i nostri diversi fototipi rispondono ai diversi bisogni di protezione in base alla geografia natale.

E se esistono meccanismi cutanei che ci proteggono dal sole, ciò non significa che esso faccia male di per sé?

No, vi dicevo appunto che le cose non sono così facili. Ma prima, parliamo dei veri rischi di un’esposizione solare inadeguata

Esposizione solare e melanoma

Le tre parole di prima sono chiave: “Esposizione solare inadeguata”

Si tratta di uno degli aspetti che deve essere chiaro dopo aver letto questo post: esistono forme adeguate e non adeguate di esporsi al sole.

Forme che apportano benefici e forme che causano danni.

Come dicevamo all’inizio, la principale ragione del messaggio contro il sole è che la comunità scientifica si è resa conto che le scottature solari sono associate a un rischio raddoppiato di melanomi rispetto a quello di persone che non si scottano (4)

Il melanoma è un tumore che nessuno vorrebbe avere…

Si tratta di una neoplasia che può passare inosservata per molto tempo. È una neoplasia che crea metastasi con sorprendente facilità. In definitiva, una malattia estremamente traditrice.

Ho visto ragazzi e ragazze con meno di 30 anni con la vita tranciata da un melanoma.

Pertanto, il melanoma fa paura…

Ma generare nella popolazione la sensazione che prendere il sole incrementerà di molto le probabilità di avere un melanoma non è solo riduttivo, ma anche pericoloso.

Esposizione al sole e vitamina D

Sappiamo che alla popolazione generale non formata in tema di salute piacciono i messaggi chiari e semplici da capire, con meno sfumature possibile

“Il sole ti causerà il cancro” è un messaggio facile da capire e, per questo motivo, la campagna “anti-sole” ha avuto un grande successo

Perché sono aumentati i melanomi

Ovviamente, anche l'insufficienza/il deficit di vitamina D continua a crescere

Fino a un terzo dei soggetti nella maggior parte dei paesi sviluppati presenta un deficit di vitamina D, che oltre ad essere una vitamina, agisce su diversi livelli mantenendo la nostra omeostasi come individui.

Allora, l’ipotesi che inizia a sorgere sulla causa dell’aumento dell’incidenza e la prevalenza del melanoma maligno sarebbe:

  • L’esposizione solare che causa scottature (sunburn sun exposure) è ancora in crescita
  • L’esposizione solare moderata che NON causa scottature è diminuita. Un’azione che, ricordiamo, è protettrice.
Il risultato? Organismi meno foto-adattati, più vulnerabili ai danni nel DNA prodotti dal sole, e carenti di vitamina D

Esposizione solare moderata

Ciò che frequentemente non viene detto è che, mentre l’esposizione solare che causa scottature aumenta considerevolmente il rischio di melanoma, l’esposizione solare moderata (non-burning sun exposure) sembra diminuirne il rischio.

Tra chi lavora all’aria aperta esiste una minore incidenza di melanoma rispetto a chi lavora in spazi chiusi, come dimostrato da varie meta-analisi (5).

Con quali meccanismi biologici l’esposizione solare intensa aumenta il rischio di melanoma?

Basicamente, la radiazione UVB danneggia il DNA mediante la creazione di dimeri di pirimidina e radicali liberi.

Perché allora chi lavora all’aria aperta hanno un rischio minore di chi lavora all’interno?

Perché probabilmente l’esposizione solare moderata e progressiva è uno stimolo ormetico che potenzia i meccanismi di difesa intrinseci di tutte le nostre cellule, compresi i melanociti della pelle

Parliamo di:

  • enzimi riparatori del DNA,
  • inibizione di ciclo cellulare e crescita cellulare,
  • meno proliferazione,
  • maggiore apoptosi,
  • maggiore differenziazione cellulare o meccanismi antinfiammatori.

Cattive abitudini nel prendere il sole

Il paradosso è che molti di questi meccanismi a livello cellulare vengono indotti dalla stessa vitamina D che generiamo grazie all’esposizione solare (6)

La prevalenza ed incidenza di melanoma sono cresciute esponenzialmente.

Da 1 caso per 100.000 abitanti nell’anno 1935, a 23 casi per 100.000 abitanti nel 2012. Le ipotesi avanzate di fronte a questo fatto indicano l’aumento di metodi diagnostici e l’assottigliamento dello strato di Ozono.

Ma nessuna è molto convincente…

Cattive abitudini di abbronzatura

Dobbiamo cominciare a capire che la nostra condotta è cambiata considerevolmente

  • Alcuni anni fa il 25% degli americani viveva in campagna.
  • Solo circa il 2% continua a viverci.

In Spagna la situazione non è molto diversa.

L’esposizione incontrollata al sole è ancora in aumento. Il turismo della “costa del sol”, come lo chiamo io, continua a crescere.

Si tratta di individui che passano 340 giorni all’anno in ufficio e 20 giorni esposti al sole per 10 ore al giorno

Popolazione con deficit di Vitamina D

La vitamina D è un ormone con funzioni molto estese e varie in diversi organi e sistemi

Presenta recettori nella maggioranza dei tessuti dell’organismo, fatto che ne enfatizza l’importanza e spiega al contempo perché gli studi epidemiologici hanno collegato il deficit di vitamina D a tantissime malattie.

Oggigiorno, la maggior parte delle comunità scientifiche considerano insufficienza da vitamina D valori fra 20-30 ng/mL e deficienza di vitamina D valori <20 ng/mL.

Se ci concentriamo sul rango di insufficienza, più di due terzi della popolazione avrebbe insufficienza di vitamina D.

Ciò si può leggere in due modi: o ci stiamo sbagliando su tali valori, o c’è qualcosa di strano in questo ormone-vitamina.

Quanto fa bene il sole alla salute?

Di seguito commentiamo i principali disturbi che sono stati relazionati con l’esposizione solare.

Va detto che quando parliamo di benefici del sole, non possiamo escludere l’influenza di vari fattori di confusione relazionati con l’esposizione solare.

Mortalità per qualunque causa

Chowdhury nel 2014 realizzò una meta-analisi su 73 studi di coorte e 22 studi clinici e trovò una relazione inversa tra i livelli in circolo di vitamina D e il rischio di decesso per cause cardiovascolari, cancro e altre cause (1).

Gli stessi risultati sono stati ottenuti da Schottker nel 2014 (2). Lindqvist nel 2014 ha studiato un campione di donne svedesi che avevano sofferto di un melanoma (Melanoma Southern Swden cohort) e ha concluso che quelle che evitavano a tutti i costi la luce del sole presentavano una mortalità più alta.

In parole di Lindqvist:

“Our finding that avoidance of sun exposure was a risk factor for all-cause death of the same magnitude as smoking is novel”

Cioè, con questo studio hanno rilevato che evitare il sole causa un incremento del rischio di mortalità pari a quello del fumo (3)

Magari gli orientamenti devono rettificare alcuni concetti…

Cancro del colon-retto

Rebel et al. hanno rilevato in modelli animali che l’esposizione moderata alle radiazioni UV diminuisce l’incidenza di tumori maligni del colon (4).

Hanno paragonato, inoltre, l’effetto degli integratori di vitamina D, una dieta ricca di vitamina D e l’esposizione solare.

Solo quest’ultima riesce a ridurre l’incidenza di tumori maligni

L’ultima relazione dell’Istituto di medicina statunitense segnala che i pazienti con livelli di vitamina D >40 ng/mL presentavano un rischio di cancro del colon-retto circa il 42% più basso rispetto a quello dei pazienti con livelli <10 ng/mL (5).

Cancro della mammella

Mohr nel 2015 ha realizzato una meta-analisi su pazienti che hanno sofferto di cancro al seno.

Ha rilevato che le donne con livelli di vitamina D >32 ng/mL presentavano circa la metà del rischio di decesso per la progressione del cancro rispetto a quelle con livelli <14 ng/mL (6).

Cancro alla vescica

Zhao et al. hanno rilevato nel 2016 una riduzione del 30% del rischio di cancro alla vescica quando le concentrazioni di vitamina D erano superiori a 30 ng/mL rispetto a <15 ng/ml (7).

Malattie cardiovascolari

Un paradosso che si rileva studiando questi temi è che la mortalità cardiovascolare non sempre sembra ridotta negli individui con livelli bassi di vitamina D

Liu et al. hanno scoperto che l’esposizione solare rilascia nel sangue depositi cutanei di ossidi di nitrogeno che producono una vasodilatazione sistemica secondaria alla radiazione UVA, diminuendo cifre della pressione arteriosa (8).

Come dicevamo, cioè, il sole è molto più della vitamina D…

Sindrome metabolica e diabete di tipo 2

Vitezova nel 2015 ha trovato un’associazione interessante fra i livelli di vitamina D e sindrome metabolica su un campione di 3240 adulti più anziani.

Risulta interessante che l’associazione era presente anche dopo aver regolato l’IMC (9).

Clemente-Postigo et al. nel 2015 hanno rilevato risultati simili: livelli bassi di vitamina D erano associati a diabete di tipo 2 indipendentemente dall’IMC (10).

Ancora più interessante, Geldenhuys ha rilevato che non erano i livelli di vitamina D quelli che venivano associati a un rischio ridotto di DMT2 e Obesità, bensì i livelli di esposizione alla radiazione ultravioletta, in modo che la vitamina D sembrava essere più un marcatore che la causa della diminuzione del rischio (11)

Come ho detto, il sole è molto più che la vitamina D…

Conclusioni e messaggi da portare via

Potremmo continuare con Alzheimer, deterioramento cognitivo, Diabete di tipo 1, psoriasi, malattia epatica, intolleranza a statine, miopia od Obesità, ma devo andare a creare le infografie che vi piacciono così tanto (se volete possiamo fare una parte 3).

In definitiva, il messaggio da interiorizzare dopo questo articolo sarebbe il seguente.

  • L’esposizione solare intensa che causa scottature è negativa ed è stata collegata a un maggiore rischio di gravi malattie. Pertanto, va evitata a tutti i costi.
  • Dall’altro lato, l’esposizione solare moderata e progressiva, non solo non è negativa (ad oggi non è stata relazionata in modo convincente con patologie gravi), ma rappresenta una protezione contro varie malattie in modi che stiamo ancora iniziando a capire.

Esposizione al sole

Il sole è molto più della vitamina D e probabilmente gli esseri umani hanno bisogno di un certo gradi di esposizione solare per godere di una salute ottimale

Vi segnalo sempre che se volete raggiungere condizioni di salute ottimali bisogna introdurre quegli elementi che sono stati con noi la maggior parte del tempo (attività fisica, pasti veri, sole) ed eliminare quelli che sono con noi da poco tempo (alterazione del ritmo circadiano, distruttori endocrini, alimenti ultra-processati, sedentarismo)

Fonti Bibliografiche

  1. The Cure of Infantile Rickets by Sunlight. Am J Med Sci. 1922;
  2. FAT-SOLUBLE VITAMINS XXIII. THE INDUCTION OF GROWTH-PROMOTING AND CALCIFYING PROPERTIES IN FATS AND THEIR UNSAPONIFIABLE CONSTITUENTS BY EXPOSURE TO LIGHT. J Biol Chem. 1925;
  3. Bandera Merchan B, Morcillo S, Martin-Nuñez G, Tinahones FJ, Macías-González M. The role of vitamin D and VDR in carcinogenesis: Through epidemiology and basic sciences. J Steroid Biochem Mol Biol [Internet]. 2016;167:203–18.
  4. Gandini S, Sera F, Cattaruzza MS, Pasquini P, Picconi O, Boyle P, et al. Meta-analysis of risk factors for cutaneous melanoma: II. Sun exposure. Eur J Cancer [Internet]. 2005 Jan [cited 2015 Nov 4];41(1):45–60.
  5. Mark Elwood J, Jopson J. Melanoma and sun exposure: An overview of published studies. Int J Cancer. 1997;
  6. Sequeira VB, Rybchyn MS, Tongkao-On W, Gordon-Thomson C, Malloy PJ, Nemere I, et al. The role of the vitamin D receptor and ERp57 in photoprotection by 1α,25-dihydroxyvitamin D3. Mol Endocrinol. 2012;26(4):574–82.
  7. Chowdhury R, Kunutsor S, Vitezova A, Oliver-Williams C, Chowdhury S, Kiefte-De-Jong JC, et al. Vitamin D and risk of cause specific death: Systematic review and meta-analysis of observational cohort and randomised intervention studies. BMJ. 2014;
  8. Schottker B, Jorde R, Peasey A, Thorand B, Jansen EHJM, Groot LD, et al. Vitamin D and mortality: meta-analysis of individual participant data from a large consortium of cohort studies from Europe and the United States. Bmj [Internet]. 2014;348(jun17 16):g3656–g3656.
  9. Lindqvist PG, Epstein E, Landin-Olsson M, Ingvar C, Nielsen K, Stenbeck M, et al. Avoidance of sun exposure is a risk factor for all-cause mortality: Results from the Melanoma in Southern Sweden cohort. J Intern Med. 2014;
  10. Rebel H, Dingemanse-Van Der Spek C, Salvatori D, Van Leeuwen JPTM, Robanus-Maandag EC, De Gruijl FR. UV exposure inhibits intestinal tumor growth and progression to malignancy in intestine-specific Apc mutant mice kept on low Vitamin D diet. Int J Cancer. 2015;
  11. Jenab M, Bueno-de-Mesquita HB, Ferrari P, van Duijnhoven FJB, Norat T, Pischon T, et al. Association between pre-diagnostic circulating vitamin D concentration and risk of colorectal cancer in European populations:a nested case-control study. BMJ. 2010;
  12. Mohr SB, Gorham ED, Kim J, Hofflich H, Garland CF. Meta-analysis of vitamin D sufficiency for improving survival of patients with breast cancer. Anticancer Res. 2014;
  13. Zhao Y, Chen C, Pan W, Gao M, He W, Mao R, et al. Comparative efficacy of vitamin D status in reducing the risk of bladder cancer: A systematic review and network meta-analysis. Nutrition. 2016.
  14. Liu D, Fernandez BO, Hamilton A, Lang NN, Gallagher JMC, Newby DE, et al. UVA irradiation of human skin vasodilates arterial vasculature and lowers blood pressure independently of nitric oxide synthase. J Invest Dermatol. 2014;
  15. Vitezova A, Zillikens MC, Van Herpt TTW, Sijbrands EJG, Hofman A, Uitterlinden AG, et al. Vitamin D status and metabolic syndrome in the elderly: The Rotterdam Study. Eur J Endocrinol. 2015;
  16. Clemente-Postigo M, Muñoz-Garach A, Serrano M, Garrido-Sánchez L, Rosa Bernal-López M, Fernández-García D, et al. Serum 25-Hydroxyvitamin D and Adipose Tissue Vitamin D Receptor Gene Expression: Relationship With Obesity and Type 2 Diabetes. Obes Nutr. 2802;
  17. Geldenhuys S, Hart PH, Endersby R, Jacoby P, Feelisch M, Weller RB, et al. Ultraviolet radiation suppresses obesity and symptoms of metabolic syndrome independently of vitamin D in mice fed a high-fat diet. Diabetes. 2014;

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Valutazione Esposizione Solare

Esposizione moderata - 100%

Esposizione progressiva - 100%

Popolazione con deficit di vitamina D - 100%

Benefici per la salute - 100%

100%

Valutazione HSN: 5 /5
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Borja Bandera, un medico che si dedica alle aree della nutrizione e del metabolismo e che combina la sua attività clinica con la sua vocazione alla divulgazione.
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