Perchè non trattare la menopausa in modo naturale? I migliori prodotti per la menopausa, completamente naturali ed efficaci, per trattare e ridurre i sintomi
Indice
- 1 Cos’è la Menopausa?
- 2 Sintomi della Menopausa
- 3 Proteina per la Menopausa
- 4 Vitamina D
- 5 Vitamina K
- 6 Omega 3
- 7 Vitamina B12
- 8 Zinco, Magnesio e Calcio per la Menopausa
- 9 Isoflavoni di Soia
- 10 Black Cohosh o Cimicifuga Nera per la Menopausa
- 11 Melatonina
- 12 Olio di Enotera o Evening Primrose Oil per la Menopausa
- 13 Trifoglio Rosso o Red Clover per la Menopausa
- 14 Conclusioni
- 15 Fonti
- 16 Post Correlati
Cos’è la Menopausa?
La menopausa è un periodo biologico della vita della donna nel quale si produce la perdita della fertilità, e che è fortemente marcato dalla cessazione delle mestruazioni.
Sintomi della Menopausa
Molte donne, inoltre, sperimentano una serie di sintomi durante la menopausa e la perimenopausa, fra i quali si evidenziano:
- Vampate di calore
- Sudorazione
- Cambi di umore
- Secchezza vaginale
- Insonnia
- Dolore articolare
Durante la menopausa e le fasi precedenti e successive, si producono cambi che possono diminuire significativamente la qualità della vita delle donne

Le donne in post menopausa (quelle che non presentano mestruazioni da più di 1 anno) presentano un rischio maggiore di osteoporosi e fratture, malattie cardiovascolari e alterazioni a livello della vescica e della vagina
Proteina per la Menopausa
Il corretto apporto di proteina di qualità è vitale in tutte le fasi della vita e la menopausa non fa eccezione. Come abbiamo detto precedentemente, esiste una maggiore tendenza alla perdita di tessuto muscolare mentre andiamo invecchiando, independentemente dal sesso.

La capacità di generare nuove fibre muscolari si riduce in modo significativo con l’età, è quello che si conosce come resistenza anabolica. Il risultato è una perdita significativa di forza, la quale si associa direttamente ad un maggior rischio di cadute e fratture.
Questo processo accelera vertiginosamente se non si realizzano esercizi di forza, che agiscano come stimolatori del tessuto muscolare

In questo modo, le richieste quotidiane di proteina aumentano
Un aspetto importante che può aggravare la situazione è la perdita di appetito, qualcosa che si verifica frequentemente con l’avanzare dell’età. Gli alimenti ricchi di proteine, come carne, pesce, uova e legumi, sono anche i più sazianti, e a causa di questo minore appetito, sono spesso i primi ad essere rifiutati o la cui assunzione viene ridotta.
Se combiniamo tutto questo, ci troviamo in una fase in cui il fabbisogno proteico aumenta, ma le quantità fornite attraverso la dieta abituale tendono a non essere sufficienti, aumentando le possibilità di perdere massa muscolare.

Le proteine in polvere, nonostante si relazionino esclusivamente a sportivi, possono risultare di grande utilità in donne in menopausa
Sarebbe interessante rinforzare la dieta, apportandole sotto forma di integratori con il tipico frullato, o anche introducendole in ricette, o mescolandole con alimenti come lo yogurt, con il fine di aumentare la quantità di proteine ingerite in un modo semplice.
Vitamina D
Quasi tutti hanno sentito parlare dell’importanza della vitamina D nell’assorbimento del calcio e di quanto questo sia importante per la salute ossea. Evidentemente, non solo è importante apportare vitamina D e calcio attraverso la dieta.
L’esposizione solare e l’attività fisica (specialmente quella che non abbia impatto) sono fondamentali per proteggere e promuovere una maggiore densità ossea.

Numerosi studi realizzati in vari paesi hanno manifestato una alta prevalenza di bassi livelli di vitamina D
Oltre alla sua importanza a livello scheletrico, negli ultimi anni il ruolo della vitamina D nel muscolo è stato dimostrato, sia stimolando la sintesi come la forza. La sua carenza influenzerà, quindi, la funzione muscolare. Diversi studi suggeriscono che reintegrare i livelli di vitamina D nell’organismo può diminuire il rischio di cadute attraverso il miglioramento delle capacità fisiche.
Per la sua funzione e importanza nell’organismo e l’alta frequenza di carenze, la vitamina D potrà essere un grande integratore tanto in menopausa come in fasi precedenti e successive nella vita della donna.

Ciò nonostante questo è qualcosa che deve essere dimostrato con studi ben controllati e a lungo termine
Vitamina K
La vitamina K agisce come co-fattore dell’osteocalcina (un co-fattore è una sostanza che legandosi ad un enzima o proteina, permette di svolgere la sua azione), ottenendo un cambiamento strutturale nella stessa che la rende funzionale e che svolga la funzione sopra descritta: fissazione del calcio nelle ossa.

Gli osteoblasti (cellule incaricate della sintesi dell’osso) liberano osteocalcina, una proteina che fa sì che il calcio di fissi nell’osso
La vitamina K può presentarsi in 2 forme: K1 (filochinone) o K2 (menachinone)
Anche se entrambe sono importanti per la coagulazione e il mantenimento dell’omeostasi del sangue, la vitamina K2 sembra particolarmente rilevante per la salute delle ossa e l’inibizione della calcificazione arteriosa. Questa complicazione, tra le altre conseguenze, si traduce in una maggiore rigidità dei vasi sanguigni e quindi provoca problemi circolatori.
Diversi studi sulla popolazione hanno osservato una chiara relazione tra l’assunzione di vitamina K2 e la diminuzione del rischio di morte per infarto legato alla calcificazione delle arterie.

Tra le forme nelle quali si può trovare la vitamina K2 sembra che la MK-7 (menachinone 7) sia la più attiva, e vari studi hanno mostrato effetti benefici sulle ossa e la salute cardiovascolare
Omega 3
L’ALA è essenziale per l’uomo, mentre l’EPA e il DHA possono essere sintetizzati endogenicamente dall’ALA. Il problema è che la quantità prodotta può essere molto bassa, data la bassa efficienza a livello metabolico. Per questo motivo, anche l’assunzione di EPA e DHA attraverso gli alimenti è di fondamentale importanza, anche se per definizione non è “essenziale”.
Gli integratori di omega-3 includono acidi grassi poliinsaturi a catena lunga, generalmente EPA, DHA e ALA
Questi componenti sono molto importanti per l’organismo, dato che sono componenti strutturali delle membrane cellulari e agiscono come precursori degli eicosanoidi, che gli conferisce l’attività antinfiammatoria e anti coagulante.
Alcuni dei suoi benefici potenziali sono la riduzione dei livelli di trigliceridi, della pressione arteriosa o il miglioramento della funzione endoteliale

Alla luce di quanto sopra, questi nutrienti possono essere particolarmente utili per le donne in menopausa
In un studio (Tardivo et al., 2014) un gruppo di donne in post menopausa si integrò con 900mg al giorno di omega-3 per 6 mesi. Le partecipanti manifestavano, inoltre, almeno 3 componenti della sindrome metabolica (girovita eccessiva, alti livelli di trigliceridi, glicemia a digiuno e alta pressione sanguigna, bassi livelli di colesterolo HDL).
Ogni capsula conteneva 180 mg di EPA, 120 mg di DHA e 2 mg di vitamina E (antiossidante)
Il gruppo integrato ha registrato un significativo miglioramento dei valori di sensibilità ai trigliceridi, all’insulina e alla sensibilità all’insulina, mentre nel gruppo che seguì solamente una dieta senza integrazione, migliorò solamente il valore dei trigliceridi. Anche i marcatori infiammatori e la pressione sanguigna sono migliorarono in modo significativo.
Vitamina B12
Le donne in menopausa sembrano avere una maggiore difficoltà nell’assorbire la vitamina B12, per i seguenti motivi:
- Atrofia della mucosa gastrica
- Minore secrezione di acidi gastrici, che sono necessari per estrarre la vitamina degli alimenti

Come risultato, tra un 10 e un 30% delle persone oltre i 50 anni sono incapaci di assorbire correttamente la vitamina B12 presente in modo naturale negli alimenti
Zinco, Magnesio e Calcio per la Menopausa
Alcuni studi (Ilich et al., 2003) hanno mostrato una relazione diretta tra un consumo adeguato di calcio, magnesio e zinco e la salute ossea in donne in post menopausa.
Infatti, e in linea con i risultati precedenti, in un altro studio (Mutlu et al., 2007) si analizzarono campioni di sangue di donne in post menopausa con densità ossea normale, osteopenia (bassa densità minerale ossea) e osteoporosi (bassissima densità ossea).

Gli autori trovarono che le concentrazioni sanguigne di zinco e magnesio erano minori in donne osteopeniche che in quelle con densità ossea normale, e più basse in osteoporotiche che in osteopeniche.
Ovvero, a minori livelli di zinco e magnesio, minore densità minerale ossea si osservava

Qual’è il legame tra il Calcio, la vitamina D e la Densità Minerale Ossea?
In quanto al calcio, l’evidenza attuale suggerisce che il suo apporto insieme alla vitamina D può essere benefico in certi gruppi di donne post-menopausiche.
Isoflavoni di Soia
Gli Isoflavoni di soia sono probabilmente il più popolare integratore “per la menopausa” conosciuto al grande pubblico. Si tratta di sostanze naturali che si trovano nelle piante che hanno la capacità di legarsi ai recettori degli estrogeni.
In questo modo possono esercitare un’azione anti-estrogena, per competizione con gli stessi estrogeni, o un’azione estrogena quando vi è un deficit di questi.
È per questo, che fanno parte del gruppo delle sostanze conosciute come fitoestrogeni

Gli isoflavoni sono emersi nelle ultime decadi come alternativa alla terapia ormonale sostitutiva che si applica spesso in donne in menopausa e che si lega a determinati effetti collaterali.
La soia è, probabilmente, la fonte di isoflavoni più conosciuta. Esistono 3 tipi di isoflavoni nella soia: genisteina (50% del totale), daidzeina (40% del totale) e gliciteina (10% del totale), i quali si trovano presenti in forma di isomeri (molecole con la stessa composizione ma distinta disposizione strutturale).
Gli isoflavoni di soia sono stati collegati con multipli benefici a livello cardiovascolare, come riduzione della pressione arteriosa o miglioramento della funzione endoteliale in donne nelle quali era danneggiata.

Potrebbero anche prevenire la progressione dell’aterosclerosi
Black Cohosh o Cimicifuga Nera per la Menopausa
Si tratta di una pianta di origine nordamericana la cui radice e rizoma è stata tradizionalmente impiegata per alleviare i sintomi della menopausa.

Infatti, anche la stessa OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) la riconosce come una pianta medicinale efficace per il trattamento dei sintomi della menopausa.
In questo modo, si è visto che riduce significativamente i parametri elencati nell’indice di Kupperman: vampate di calore, sudorazione, disturbi del sonno, irritabilità, umore depresso, vertigini, sensazione di debolezza, mal di testa, dolori articolari, palpitazioni e/o parestesia.

D’altro canto, il black cohosh sembra essere ben tollerato e non presentare effetti collaterali. Tuttavia potrebbe interferire con alcuni agenti antipertensivi
Melatonina
Le alterazioni del sonno sono uno dei principali fattori che influenzano la qualità della vita delle donne in menopausa. Le alterazioni ormonali proprie di questa fase interferiscono sul riposo, e uno dei motivi può essere la diminuzione dei livelli di melatonina.
L’invecchiamento si associa a cambi a livello del sistema circadiano e con una minore secrezione di melatonina

Alcuni studi hanno mostrato che il trattamento con melatonina è efficace in quanto al miglioramento delle alterazioni dell’umore e della depressione, correggendo i disordini del sonno.
In uno studio (Parandavar et al., 2014), dimostrarono che il trattamento con melatonina continuato per 3 mesi riuscì a migliorare i sintomi psicologici, somatici, vasomotori e sessuali associati alla menopausa rispetto al placebo.
Forse il principale aspetto negativo del trattamento con melatonina sono i suoi possibili effetti collaterali, dato che in questo studio, alcuni partecipanti lamentarono sonnolenza, nausea e mal di testa.

È possibile che questo fu dovuto a che la dose di melatonina era di 3mg, per cui una dose ridotta potrebbe evitare questi effetti indesiderati.
Olio di Enotera o Evening Primrose Oil per la Menopausa
L’olio di enotera è uno degli integratori più ampiamente utilizzati per trattare i sintomi della menopausa, in particolare le vampate di calore.
Esistono studi che supportano l’integrazione con questo prodotto

In uno di questi (Farzaneh et al., 2012), l’apporto di 500 mg/giorno riuscì a diminuire la gravità delle vampate dopo 6 settimane di trattamento
Trifoglio Rosso o Red Clover per la Menopausa
Questa pianta contiene isoflavoni ed è stata proposta come un rimedio di fronte ai sintomi della menopausa grazie all’azione estrogenica di questi.

Alcuni test clinici hanno mostrato l’efficacia del red clover rispetto alle vampate di calore, diminuendo la frequenza e l’intensità di questi
Conclusioni
- La menopausa è, sicuramente, una delle tappe della vita della donna nella quale si sperimenta il maggiore numero di cambiamenti. La diminuzione nella produzione di estrogeni e altre alterazioni ormonali proprie di questo periodo, possono portare una sintomatologia che influenza in modo significativo la qualità della vita.
- Sappiamo che uno stile di vita adeguato, marcato da una alimentazione sana, da attività fisica regolare e il controllo dei livelli di stress e il riposo sono fondamentali per diminuire i disturbi propri della menopausa.

Fonti
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- Aloia et al., 2013. Calcium and vitamin D supplementation in postmenopausal women.
- Ferrari (2009). Soy extract phytoestrogens with high dose of isoflavones for menopausal symptoms
- Franco et al., 2016. Use of plant-based therapies and menopausal symptoms a systematic review and meta-analysis.
- Huntley & Ernst (2003). A systematic review of herbal medicinal products for the treatment of menopausal symptoms.
- Ilich et al., 2003. Bone and nutrition in elderly women: protein energy, and calcium as main determinants of bone mineral density.
- Imhof et al., 2018. Soy germen extract alleviates menopausal hot flushes:placebo-controlled double blind trial
- Iwamoto (2014). Vitamin K2 therapy for postmenopausal osteoporosis.
- Jehan et al., (2016). Sleep, melatonin, and the menopausal transition: What are the links?
- Knapen et al., (2013). Three-year low-dose menaquinone-7 supplementation helps decrease bone loss in healthy postmenopausal women.
- Letavernier & Daudon (2018). Vitamin D, hypercalciuria and kidney stones.
- Low dog (2005). Menopause: a review of botanical dietary supplements.
- Marezsz (2015). Proper calcium use: vitamin K2 as a promoter of bone and cardiovascular health.
- Messina (2014). Soy foods, isoflavones and the health of postmenopausal women.
- Mehrpooya et al., 2018. A comparative study on the effect of black cohosh and evening primrose oil on menopausal hot flashes
- Mutlu et al., (2007). Magnesium, zinc and copper status in osteoporotic, osteopenic and normal post-menopausal women.
- O’Connor et al., (2016). Canadian consensus of female nutrition: adolescence, reproduction, menopause and beyond.
- Parandavar et al., (2014). The effect of melatonin on climateric symptoms in menopausal women; a double -blind, randomized controlled, clinical trial.
- Rizzoli et al., (2014). The role of dietary protein and vitamin D in maintaining musculoskeletal health in postmenopausal women: a consensus statement from the European Society for Clinical and Economic Aspects of Osteoporosis and Osteoarthritis (ESCEO).
- Tardivo et al., 2014. Effects of omega-3 on metabolic markers in postmenopausal women with metabolic syndrome.
- WHO Monographs on Selected Medicinal Plants – Volume 2, 2004.
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