Questo post servirà per farti capire se sai se il tuo Colesterolo rientra nei valori corretti
Ancora molte persone vivono nel timore di avere il colesterolo alto, una paura quasi sempre infondata.
Indice
- 1 Tutto è iniziato per uno studio totalmente distorto
- 2 Studi che smontano la teoria del colesterolo cattivo
- 3 Il primo problema è il consenso medico
- 4 Ci dimentichiamo quindi di controllare il colesterolo?
- 5 Valore più reale dell’LDL
- 6 Come sapere se hai un buon profilo lipidico?
- 7 Conclusioni
- 8 Fonti
- 9 Articoli correlati
Tutto è iniziato per uno studio totalmente distorto
Non mi dilungherò molto sull’origine di questo falso mito del colesterolo cattivo, ma bisogna sapere che tutto ha avuto inizio con il patologo tedesco Rudolph Virchow che rilevò ingrossamenti nelle arterie delle persone che sottoponeva ad autopsia e li attribuì, dal nulla, a un ammasso di colesterolo.
Successivamente, il fisiologo Ancel Keys pubblicò l’articolo intitolato Seven Countries Study che è diventato la base di questo mito e che si basava in uno studio che relazionava il consumo di grassi saturi con la malattia cardiaca coronaria.
In realtà, lo studio era truccato dato che, dei 22 paesi dello studio, sono stati usati solo i 7 che davano risultati a sostegno di tale affermazione, perché analizzando tutti i paesi non è stata riscontrata alcuna correlazione.

Molti medici dell’epoca si beffarono di uno studio così distorto e mal formulato, ma Ancel Keys era membro del comitato della American Heart Association, e fece valere i propri contatti per promuovere la raccomandazione di ridurre i grassi saturi, e da lì è iniziato questo inganno, molto ben sfruttato dalle case farmaceutiche per introdurre statine a destra e a manca e guadagnare così miliardi di dollari.
Studi che smontano la teoria del colesterolo cattivo
Da anni parlo della grande truffa del colesterolo, di fatto, da 4 anni
Nel periodo in cui scrivevo per il blog di Vitónica avevo raccolto una serie di studi sulla grande bugia del colesterolo cattivo (2,3); si trattava di post molto polemici e mi marchiarono come allarmista, ma gli studi li avevano realizzati altri medici, non io, e io avevo semplicemente raccolto e divulgato le conclusioni di molti studi per dimostrare che ci stavano ingannando.
E ogni giorno appaiono nuovi studi che smontano la teoria del colesterolo cattivo, studi realizzati da professionisti medici bravi che non ricevono sovvenzioni da nessun marchio, non come molti studi che vedevano una relazione diretta fra colesterolo e malattia coronarica ed erano finanziati da grandi case farmaceutiche.
Il primo problema è il consenso medico
Capisco perfettamente il personale medico che segue il consenso medico, è normale che preferiscano seguire gli orientamenti emessi dall’alto invece di fare ricerca e aggiornarsi e così commettere magari un errore; immagino che pensino: “io faccio quello che mi viene detto e me ne lavo le mani”, e quindi statine per tutti.

Ciò non li classifica come cattivi professionisti, dato che la medicina non è matematica e si basa sulla statistica, e se “dall’alto” è stato deciso che bisogna dare una pastiglia a chi ha un colesterolo totale di 200 (anche se quelli che decidono sono i direttori di grandi case farmaceutiche) gliela si dà e basta.
Ma non si possono neanche chiamare bravi professionisti, no?
Essere un buon professionista
Un buon professionista è chi ricerca, si documenta e si aggiorna, chi dubita quando ha motivi di dubitare, chi non accetta le cose superficiali, chi quando vede tanti studi che confermano che non esiste una relazione diretta fra colesterolo alto e problemi coronarici non dice: “sarà perché qualcuno con tanti soldi ha finanziato questo studio”, perché la verità e che mi piacerebbe sapere chi sarebbe interessato a pagare uno studio di questo tipo con il quale non trae alcun beneficio economico, ma che è inteso ad aiutare la realtà nuda e cruda.
Il buon professionista ha imparato e scoperto che le malattie cardiovascolari hanno origine infiammatoria e non sono dovute ad alti livelli di colesterolo nel sangue.
Sa che i veri colpevoli sono:
- zucchero,
- sovrappeso,
- cortisolo,
- radicali liberi,
- grassi trans,
- sedentarismo,
- alcol,
- stress,
- tabacco…
Sa anche che abbassare il colesterolo con le statine ha molti effetti dannosi per la salute
Ci dimentichiamo quindi di controllare il colesterolo?
A volte traiamo conclusioni rapide che possono essere affrettate per la nostra salute
E una di essere sarebbe lasciare da parte il colesterolo nelle analisi, ma è chiaro che non serve controllare il colesterolo totale, e ancora meno il colesterolo LDL, chiamato il colesterolo cattivo, il che è senza senso perché una molecola non può essere buona o cattiva… come se un globulo rosso potesse essere buono o cattivo.

L’unica questione per saper interpretare se esiste un rischio di malattia cardiovascolare secondo le analisi è non concentrarsi solo sul colesterolo, ma guardare una serie di valori e calcolare se tale rischio è reale o semplicemente un valore in più in analisi del sangue di routine.
La prima cosa da sapere è che il colesterolo LDL (che è un valore senza importanza usato solo per “vendere” statine) che appare nelle tue analisi non è reale, dato che, siccome è piuttosto caro analizzarlo, si prende il colesterolo totale e si sottraggono il colesterolo HDL e i trigliceridi.
Valore più reale dell’LDL
Come abbiamo detto, la maggioranza dei laboratori calcola direttamente i trigliceridi e il colesterolo, mentre il colesterolo LDL viene calcolato indirettamente mediante una equazione matematica denominata di Friedewald che risale al 1972 e che è inesatta quando i trigliceridi superano 400mg/dL o non raggiungono i 100 mg/dl, sopravvalutando i risultati ottenuti.
Sulla pagina web “Me gusta estar bien” puoi stimare meglio il tuo LDL immettendo il tuo colesterolo totale, il colesterolo HDL e i trigliceridi e vedrai che ti dà un valore più basso, ad esempio, ecco le mie ultime analisi del sangue e i relativi valori:

Come si vede, ho il colesterolo totale “alle stelle”, è conseguenza di seguire una dieta chetogenica, ma i trigliceridi sono bassi e il colesterolo HDL alto e quindi appare un LDL molto alto.
Se usiamo la formula iraniana mi risulta un LDL di 171, un po’ più basso ma comunque alto secondo il binomio “consenso medico e grande bugia del colesterolo”, ma in realtà non sono preoccupata perché il mio profilo lipidico è perfetto (come vedremo a breve), quella preoccupata è solo la mia endocrinologa, che mi ha consigliato di assumere statine, cosa che evidentemente ho rifiutato di fare.
Mi ha anche suggerito di smettere di mangiare tanti grassi saturi, altra cosa che mi sono rifiutata di fare, ed evidentemente mi ha chiesto per favore di smettere di fare chetosi dato che soffrendo di diabete di tipo 1 posso cadere in una chetoacidosi, il che non è successo nelle 5 settimane che ho provato a stare senza mangiare carboidrati.
Come sapere se hai un buon profilo lipidico?
Se hai letto fino a qui ti sarà chiaro che il colesterolo LDL non sarà molto utile, ma che dobbiamo concentrarci sul colesterolo HDL e sui livelli di trigliceridi
Ma siccome il valore dei trigliceridi è inversamente collegato al livello di HDL e, essendo il valore dei trigliceridi più fluttuante e quello dell’HDL più stabile, sarà l’HDL il valore più attendibile di tutti nelle analisi del sangue; cioè, un HDL basso ci dirà che abbiamo trigliceridi alti e viceversa.

Rapporto CT/HDL
Quindi, dato che l’HDL è un indicatore indiretto stabile ma molto attendibile del livello di trigliceridi, il modo migliore di sapere se hai un buon profilo lipidico è dividere il Colesterolo Totale per il Colesterolo HDL; secondo gli studi, se il risultato è inferiore a 4,5 ciò indica che hai un buon profilo lipidico.
Nel mio caso ho un Colesterolo Totale di 297 mg/dl (perfettamente normale), con un HDL di 73 mg/dl, il mio quoziente CT/HDL è pari a 4,07, totalmente salutare
Avere trigliceridi inferiori a 100 mg/dl mi indica che il mio colesterolo LDL è A, sottotipi 1 e 2, di particola grande, che è un colesterolo totalmente inoffensivo, (non come i tipi 3, 4 e 5, chiamati Small Dense, che sì sarebbero dannosi.
Trigliceridi/HDL
Un altro dei rapporti che si possono studiare e analizzare per sapere se il profilo lipidico è quello corretto è dividere i trigliceridi per il colesterolo HDL, il cui risultato, secondo gli studi, deve essere inferiore a 2.
Nel mio caso sarebbe dividere 50 per 73, uguale a 0,68
Nota che se il tuo colesterolo complessivo è di 195, con un HDL di 28, trigliceridi di 109, avresti un LDL di 58, sembrerebbe tutto corretto, ma questo rapporto Trigliceridi/HDL sarebbe 3,89, molto superiore al 2 raccomandato. Tutto perché i trigliceridi sono molto alti per un colesterolo molto basso.
LDL/HDL
E un terzo rapporto studiato deve essere inferiore a 4,3 per indicare un profilo lipidico corretto e risulta dalla divisione fra i due colesteroli: LDL (con la formula iraniana) per l’HDL.
Stando alle mie analisi attuali sarebbe dividere 172 per 73, con un risultato di 2,35, anche usando il colesterolo calcolato nell’analisi di 214 mi risulta un rapporto di 2,93, molto lontano dal massimo indicato a 4,3
Conclusioni
Pertanto, non mi devo assolutamente preoccupare del mio colesterolo:
- il mio HDL è alto,
- i miei trigliceridi sono bassi,
- sono una persona che si allena quotidianamente,
- la mia % di grasso è inferiore al 12%,
- non ho precedenti di problemi coronari in famiglia,
- non fumo,
- non bevo,
- cerco di non avere uno stress elevato…
Il fatto che il destino sia capriccioso o che la genetica mi causi una malattia cardiovascolare è un’altra storia, ma non avrà niente a che fare con il colesterolo.
Fonti
- El colesterol es nuestro amigo Blog: La meteo que viene Autor: Jorge García-Dihinx Villanova Pediatra Hospital San Jorge de Huesca Año: 2018
- La gran mentira del colesterol malo (I). Vitónica. Autor: David Díaz Gil Año: 2015
- La gran mentira del colesterol malo (y II). Vitónica. Autor: David Díaz Gil Año: 2015
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